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Operazioni sui bambini con un braccio meccanico

Il direttore di chirurgia pediatrica, Pierluca Ceccarelli: «Strumento che permette manovre complesse, ma non dimentichiamo che la scelta è sempre umana»

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Ha la genuità del romagnolo doc e il tatto di chi tutti i giorni salva la vita ai pazienti più fragili: i bambini. Ne parla con una naturalezza che rassicura il prof. Pierluca Ceccarelli, direttore della struttura di chirurgia pediatrica, presentando un nuovo strumento laparoscopico meccanico donato da Banco BPM-Banco S.Geminiano e S.Prospero. Si tratta del JAiMY, uno strumento chirurgico articolato motorizzato indicato per afferrare, mobilitare, sezionare, tagliare e suturare tessuti e vasi sotto visualizzazione diretta o endoscopica in corso di procedure chirurgiche.

Ceccarelli non nasconde il fatto che un braccio meccanico non sostituice comunque l’uomo: «Dobbiamo accettare questa crescita della tecnologia in medicina, ma dobbiamo anche sapere che la scelta è sempre dell’uomo, in ogni circostanza. L’intervento è per il paziente e la tecnologia, quando come in questo caso è studiata nei minimi dettagli anche di sicurezza, è uno strumento da sfruttare. Con un particolare: penso che ogni medico debba però sapere cosa maneggia, come funziona il braccio, dobbiamo essere anche un po’ ingegneri così da capire bene fin dove possiamo spingerci perchè il cervello è sempre nostro».

In pratica si tratta di un porta aghi - dissettore articolato motorizzato robotico per migliorare le performance nella chirurgia videoassistita viscerale e toracica nel paziente pediatrico. «Lo strumento – ha spiegato il dottor Pier Luca Ceccarelli - è costituito da una punta laparoscopica, uno stelo, un’impugnatura e un cavo. Lo stelo può piegarsi alla sua estremità e la punta può ruotare sul proprio asse longitudinale. Questi due movimenti sono motorizzati e i motori si trovano all'interno dell'impugnatura. L'inclinazione e la rotazione motorizzate sono controllate dall'operatore tramite un anello di comando presente sull'impugnatura. Questo strumento, a tutt’oggi unico per caratteristiche strutturali, si caratterizza per la possibilità di avere una flessione totale ed una rotazione illimitata con il raggiungimento di un’ergonomia assoluta, i “sette gradi di libertà” come quelli forniti dal ben più oneroso robot chirurgico, in spazi di difficile raggiungimento e volumi ridotti». Tali caratteristiche dimensionali, anatomiche e di utilizzo ne fanno uno strumento particolarmente indicato nel piccolo paziente e, quindi, praticamente indispensabile per il chirurgo/urologo pediatra.

«È ulteriormente importante ricordare – ha concluso il dottor Ceccarelli - che anche la Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Regionale di Gomel con la quale W.I.T.H. YOU coopera da anni, dispone, oggi, di un identico device».

Questa donazione rappresenta un nuovo, importante step in un progetto di Cooperazione Internazionale attivo dal 2005, che vede coinvolte, in una positiva sinergia clinica e di formazione, le Strutture di Chirurgia Pediatrica, di Neonatologia e di Urologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e dell’Ospedale Regionale di Gomel – Bielorussia, che ha come bacino d’utenza la popolazione delle aree colpite e tuttora contaminate dalla catastrofe di Chernobyl.

Davide Berti

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