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Sanità, nuove norme per tutelare i pazienti

di Alfonso Scibona
Sanità, nuove norme per tutelare i pazienti

L’ospedale cittadino ha promosso un convegno nazionale con le assicurazioni Il direttore: «Garantire giustizia a chi la chiede e anche a chi lavora in corsia» 

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Arrivano nuove norme per nuovi modelli organizzativi, a vantaggio del paziente e degli operatori delle strutture sanitarie che hanno come tema centrale e fondamentale la sicurezza. L'ospedale ha organizzato a questo proposito un convegno all'interno di Florim Gallery, con la collaborazione di Marsh e AmTrust. «Bisogna prepararsi – è il commento del direttore generale Bruno Zanaroli - perché il tema è complicato e difficile. Avvenimenti e giornate come questa servono a creare condizioni per lavorare al meglio e soprattutto a favorire un clima organizzativo diverso che eviti eventi avversi, causando problemi sia ai pazienti che alle strutture per le ricadute di carattere economico imposte dal risarcimento. Lavorare per evitarle è un obbligo. Ringraziamo il dottor Lucchese, anche questa volta, per la disponibilità della location». Novità salienti nei rapporti tra le strutture e le compagnie assicurative?

«Ognuno fa il suo mestiere – risponde Zanaroli – ma il vero problema sta nel contrattualizzare il rapporto tra i due enti ed essere ben puntuali nel definire colpe e responsabilità, cosa molto complicata nella sanità. Il tema va affrontato con cautela e insieme agli assicuratori dobbiamo garantire giustizia a chi la chiede, anche da parte di chi opera». La legge 24 ha fatto notevoli cambiamenti e a parlare delle novità introdotte è stato nel corso del convegno Emanuele Patrini di Am Trust, primaria compagnia assicurativa specializzata nel settore. «Per quanto riguarda il settore assicurativo – ha detto - siamo in attesa dei decreti attuativi, perché è una legge di sistema e senza quelli non possiamo agire. Un rischio che in Italia è presente da 10/12 anni. In Emilia Romagna sono nati i primi esempi di sperimentazione nel 2000 e dopo si sono diffusi a livello nazionale. In Italia si parla di “gestione del rischio” in maniera stabile dal 2004. È stato fatto tanto ma non abbastanza: l’Italia non è ancora molto presente nel panorama internazionale, a livello di riconoscimenti. Si sono gettate le basi di un cambiamento, che se applicato darà dei ritorni positivi, sicuramente collegati all’aumento di possibilità di spesa da parte degli ospedali per re-investire i soldi: se io agisco sul rischio, cercando di ridurlo - perché non posso eliminarlo - posso recuperare dei soldi derivati da degli sprechi. Fare rischio significa limitare delle situazioni potenzialmente pericolose, ma anche migliorare delle attività». Soddisfazione anche per la proprietà Florim. «Siamo lieti di aver ospitato in Florim Gallery un appuntamento così importante sul tema della responsabilità in ambito sanitario – ha commentato il presidente Claudio Lucchese - perchè grazie alla collaborazione con Ospedale di Sassuolo, e ai numerosi eventi organizzati insieme, i nostri spazi si aprono al territorio per approfondire aspetti non strettamente legati al nostro business ma di grande interesse per la società. Con oltre 80 eventi e circa 30mila presenze registrate dal 2013 ad oggi, è per noi motivo di soddisfazione il fatto che Florim venga considerata come il “salotto culturale” del distretto ceramico».

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