A Villa Pezzini tesoro di affreschi
Presentato il recupero dell’antica villa di Rivara, con una sorpresa storica
SAN FELICE. Hanno origini del fine Cinquecento e primi Seicento gli affreschi di Villa Pezzini, gravemente compromessi dal sisma e da sei anni di attesa per poter ristrutturare. Lo ha spiegato mercoledì sera in un teatrino parrocchiale decisamente fresco ma affollato da una settantina di persone il prof Mauro Calzolari.
Calzolari ha scoperto che gli affreschi della Villa, un tempo di proprietà Campi, come quelli della Torre Campi nella piazzetta Largo Posta di San Felice (e di altre torri appartenute in zona ai Campi) sono tutti ispirati dalle 52 incisioni dell’artista olandese Hendrick Goltzius (1559-1629). Come se i Campi avessero commissionato ad un artista estense la replica negli affreschi di quelle incisioni.
La serata, alla presenza di una delle due proprietarie Pezzini e del figlio, si è rivelata istruttiva ed interessante, anche sul piano tecnico. Con i tecnici della ditta Archos (specializzata in restauri) a descrivere minuziosamente come si cercherà di intervenire.
Come già riferito, i lavori del primo stralcio, quelli relativi alla “casa del contadino” partiranno in primavera, dal momento che il relativo mude è stato approvato. Poi si attenderà l’esito positivo degli altri due stralci, per una operazione che oggi si ipotizza ampiamente sopra i due milioni di euro.
L’architetto Michele Ghirardelli e l’ingegner Fabrizio di Francescantonio hanno invece sottolineato l’eccezionale sforzo per individuare le tecniche migliori di recupero e consolidamento. Sono state ad esempio confrontate 9 diverse modalità di irrobustimento antisismico. Un lavoro, in itinere con la Soprintendenza, teso a salvare un edificio gravemente compromesso, al termine del quale si potrà distinguere e apprezzare l’antico (la Torre è Trecentesca) dal nuovo.
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