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Gad Lerner su Castelfrigo «Il corpo come protesta»

di Sara Donatelli
Gad Lerner su Castelfrigo «Il corpo come protesta»

Castelnuovo. Presentato il libro su Concetta Candido che licenziata si diede fuoco «Il suo autolesionismo ricorda lo sciopero della fame dei lavoratori delle coop»

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CASTELNUOVO. “Una sfida temeraria”: Gad Lerner ha definito così il suo libro “Concetta, una storia operaria” presentato mercoledì nella sala degli Ulivi insieme al direttore della Gazzetta di Modena Enrico Grazioli e al giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico.

«Licenziata, senza liquidazione e senza il sussidio di disoccupazione Concetta Candido ha deciso di compiere una scelta pubblica di autolesionismo dandosi fuoco lo scorso 27 giugno 2017 davanti la sede dell’Inps di Torino Nord - ha spiegato l’autore -. Io ho voluto estrapolare questa storia dalla propria dimensione personale. È stata un’azione politica che ha reso il corpo l’unica arma di protesta rimasta».

La storia di Concetta Candido è arrivata a Modena proprio nel periodo in cui 75 ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo sono impegnati in uno sciopero che dura ormai da più di cento giorni. Sono tanti i punti che accomunano le due storie: il tema delle cooperative spurie, del licenziamento e della disperazione ad esso conseguente. Ma ciò che però lega maggiormente le due vicende è l’utilizzo che è stato fatto del proprio corpo, reso ultimo ed estremo strumento di protesta.

«Concetta ha deciso di darsi fuoco, gli ex lavoratori delle cooperative della Castelfrigo hanno intrapreso uno sciopero della fame. Ma c’è un punto essenziale che distingue le due storie: Concetta era sola, questi lavoratori sono organizzati e si stanno muovendo attraverso un lavoro collettivo», ha spiegato Gad Lerner. Sono stati tanti i temi affrontati durante la serata, primo fra tutti le denunce sul fenomeno del nuovo caporalato: «Questi fatti dovrebbero mettere a disagio la classe politica di sinistra che in questi anni ha governato questi territori - ha dichiarato Lerner -. ll caporalato esiste ma riguarda gli stranieri. E l’indifferenza, anche a livello pubblico, nei confronti di queste storie ci fa comprendere come il legame tra la politica e il sociale si sia ormai spezzato».

«Il livello di attenzione verso il prossimo si è notevolmente abbassato - ha invece spiegato Di Vico - ed occorre riflettere su cosa significhi davvero la solidarietà. Non dimentichiamo, inoltre, come sia stata persa un’occasione storica ovvero quella di ridare nuova vita alla cooperazione in un’epoca di modernità».

A rispondere, Gianluca Verasani della Legacoop: «Non siamo andati nel piazzale di via Allende, ma ci stiamo impegnando per ricollocare i lavoratori». Presente anche il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi: «La vicenda della Castelfrigo è l’occasione per cambiare il paradigma produttivo e stiamo lavorando per questo. Non è facile, anche i cittadini sono spaesati e con il fiato corto perché da un lato è difficile credere a queste storie, dall’altro lato è in gioco l’identità del territorio».

«Non esiste un’unica soluzione - ha invece dichiarato l’onorevole Davide Baruffi - il problema va risolto su più fronti. Voglio sperare che la Procura di Modena abbia aperto una fascicolo». Marco Bottura, segretario della Flai Cgil di Modena ha infine ribadito l’importanza della lotta condotta dai lavoratori: «Sono stati violati nella propria dignità ed hanno vissuto una profonda ingiustizia per questo hanno condotto forme di lotta estreme come lo sciopero della fame».

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