L’antico Teatro Anatomico torna a febbraio
La struttura, una delle più antiche, è ormai pronta dopo il restauro. Sant’Agostino: lavori per 3-4 anni
Una bella novità per l’antico patrimonio di Modena, a favore di cittadini e turisti. La vedremo a metà febbraio quando ai musei anatomici (pronti entro due anni) di viale Berengario si potrà di nuovo ammirare il Teatro Anatomico Universitario. La struttura - una delle più antiche d’Italia - è infatti appena stata sottoposta a un corposo e puntuale restauro che finalmente ne permette di nuovo la visione dopo decenni di chiusura. A dare la notizia, ieri, è stato l’assessore comunale alla cultura Gianpietro Cavazza a margine della sua risposta sui lavori al Sant’Agostino. Cavazza, alla interrogazione di Adolfo Morandi di Forza Italia, ha spiegato le vicende relative al settecentesco ex ospedale ducale chiuso da anni perché al centro di polemiche relative al restauro che lo collocherà nel progetto Ducato Estense con i vicini Palazzo dei Musei ed ex ospedale Estense. Spiega l’assessore: «Impossibile dire con precisione quando partiranno i lavori del cantiere principale. Occorreranno vari passaggi, dovrà chiudersi la Conferenza dei Servizi che attende il via libero del Ministero. Dopodiché immagino che il cantiere qui potrà durare 3-4 anni».
Il progetto del Polo Sant’Agostino-Estense è in corso sugli altri edifici storici. I diversi enti culturali che vi saranno ospitati stanno proseguendo il lavoro di analisi e approfondimento già iniziato nei mesi scorsi con l’obiettivo di una programmazione culturale condivisa. A fine 2017 è stato approvato il progetto esecutivo sull'ex Ospedale estense che porterà a una gara europea sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa del valore di quasi 14 milioni di euro e tra pochi mesi partiranno i primi interventi propedeutici messi a bando a dicembre. L’assessore Cavazza ha specificato che il confronto tra i tavoli tecnici dedicati ciascuno a un tema - arte e cultura contemporanea, biblioteche, musei, formazione, comunicazione - ha già prodotto una prima relazione sui possibili progetti comuni e trasversali, presentata lo scorso 18 dicembre, all’advisory board composto da Giovanni Carbonara, Paolo Verri, Jeffrey Schnapp, Carlo Altini e Donatella Solda Kutzmann. Nell’interrogazione il consigliere Morandi chiedeva inoltre quali saranno gli istituti culturali collocati all’interno del Polo Sant’Agostino che diverrà il polo della cultura scientifica e umanistica: «La risposta della giunta - dice l’esponente di Forza Italia - dimostra che siamo ancora piuttosto indietro nel recupero del Sant’Agostino. Sarà utile una commissione per visionare la documentazione e approfondire tutti i temi».
Una richiesta, questa, arrivata anche da parte di Marco Chincarini (Art.Uno-Mdp-Per me Modena) mentre Chiara Susanna Pacchioni (Pd) si è detta soddisfatta delle informazioni «sullo stato dell'arte della complessa integrazione degli istituti culturali della nostra città». (s.l.)
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