Gazzetta di Modena

Modena

Modena, il caso: “Drogato alla guida”, via la patente, ma era sedato. Risarcito con 30 mila euro

di Carlo Gregori
Modena, il caso: “Drogato alla guida”, via la patente, ma era sedato. Risarcito con 30 mila euro

Il giudice condanna l’Ausl per l’incubo ospedaliero capitato a un guidatore ferito che è stato risarcitoo

2 MINUTI DI LETTURA





Soccorso per un incidente, in ospedale al guidatore ferito somministrano un’iniezione di codeina, un oppiaceo. E poco dopo, nello stesso ospedale, lo sottopongono ad accertamenti tossicologici denunciandolo alla polizia municipale per guida sotto stupefacenti. Il paradossale esito di questi due fatti ha prodotto per il modenese ferito nello scontro un’indagine della Procura che gli è costata tempo, denaro e patemi e che per fortuna è arrivata all’archiviazione. Ma per lui non è finita qui e ora ha ottenuto dal Tribunale Civile di Modena un risarcimento di 30mila euro per i danni causati da questa situazione.

Situazione nella quale, specifica chiaramente il giudice della Prima Sezione, la polizia municipale non ha nulla a che fare perché ha eseguito alla lettera quanto era suo compito fare dopo aver ricevuto un referto del genere. Solo il giorno dopo, infatti, il personale sanitario ha mandato una nota specificando che il paziente era stato imbottito di Tachidoll, il medicinale con la codeina, per sedarlo dal dolore.

Il fatto risale all’ottobre 2013 e successivamente il paziente si è ritrovato indagato per guida sotto stupefacenti, rischiando di perdere la patente. Per fortuna tutto si è risolto in fase preliminare, ma l’onorario dell’avvocato l’ha dovuto pagare lui.

La sua richiesta di risarcimento secondo il giudice civile è motivata dal fatto che quanto è stato compiuto in ospedale è un’omissione a tutti gli effetti. Bastava che il personale sanitario mandasse subito la notifica segnalando che il ferito era stato sottoposto a un oppiaceo e l’esame del sangue inviato alla municipale con referto si sarebbe annullato da sé. Invece non è andata così. «L’omissione è stata colposa per negligenza, vuoi giacché l’ospedale refertante sapeva di rivolgersi non a un ente qualsiasi bensì alla polizia municipale tenuta istituzionalmente a prevenire e reprimere i reati con immediatezza; vuoi giacché l’azienda sanitaria non era dotata di un’organizzazione interna idonea al coordinamento tra accertamenti tossicologici e notizie di terapie applicate».

È insomma «un errore tecnico», riconosce il giudice. E il fatto che la notizia della somministrazione di codeina sia stata mandata solo il giorno dopo «rimarrebbe non spiegato e quindi non giustificato». Un «errore non scusabile» che ha offeso la reputazione del guidatore ferito costringendolo a sopportare spese e patemi. Per questo è fissata una liquidazione del danno in 30mila euro tutta a carico dell’Ausl di Modena.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google