«Ora Marchionne deve investire»
«L’aumento di utili vada alla piena occupazione anche a Modena»
Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso il 2017 con un utile netto in aumento del 93% a 3,5 miliardi di euro, comprensivo di oneri netti pari a 0,1 miliardi di euro correlati alla riforma fiscale negli Stati Uniti. L'utile netto adjusted è in crescita del 50% a 3,8 miliardi di euro. L'ebit adjusted sale a 7,1 miliardi di euro (+16%, ma +19% a parità di cambi di conversione); tutti i settori presentano conti migliori rispetto al 2016.
Le consegne globali complessive di veicoli da parte di Fca nel 2017 sono state 4.740.000, in linea con l'esercizio precedente. I ricavi netti ammontano a 111 miliardi di euro, in linea con il 2016 (in rialzo dell'1% a parità di cambi di conversione). Maserati ha aumentato le consegne in tutti i mercati trainato dall'incremento del 131% delle vendite globali del Levante, in parte compensate dai minori volumi di vendita della Ghibli e della Quattroporte.
L’annuncio dei dati 2017 ha determinato l’immediata reazione del sindacato Fim-Cisl: «Con questi risultati economici e finanziari - ha detto il segretario nazionale Ferdinando Uliano - Marchionne non può avere alcun tentennamento. Si possono incrementare subito gli investimenti negli stabilimenti italiani, senza avere ripercussioni negative sull'azzeramento del debito industriale. Per la Fim-Cisl la piena occupazione degli stabilimenti italiani - ribadisce Uliano - è sempre stata la priorità dell’azione sindacale. Il piano industriale che verrà presentato il primo di giugno 2018 completerà il disegno strategico dei prossimi 4 anni del gruppo Fca sui prodotti, sulle motorizzazioni e sull'avanzamento della guida autonoma, ma già da adesso è indispensabile affrontare le priorità di quelle realtà produttive con maggiori criticità occupazionali e mi riferisco a Pomigliano, Mirafiori, Melfi e Modena».
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