Gazzetta di Modena

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la grande paura 

Salva figlio dal soffocamento

La mamma: «Manovre di disostruzione determinanti»

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«Credo che il tutto si sia svolto in pochi attimi ma, a me, sono sembrate ore. Lunghe e interminabili». Chiara Cavazzuti, giovane mamma di due bimbi, mercoledì sera ha salvato il più piccolo - Alessio - dal soffocamento, praticandogli la manovra di disostruzione pediatrica. «Eravamo soli in casa - racconta - Avevamo finito di cenare, ma Alessio stava sgranocchiando un grissino. A un certo punto, l’ho guardato: aveva la bocca spalancata, ma non tossiva né emetteva alcun suono. Ho immediatamente capito che dovevo intervenire». A quel punto, memore di un corso di disostruzione frequentato nel 2013, Chiara ha correttamente appoggiato suo figlio sulla gamba, con il viso rivolto verso il basso, dandogli contemporaneamente diversi colpi interscapolari, sulla schiena.

«Le prime non hanno funzionato - prosegue - quindi, ho continuato con sempre più energia, fino a quando non ha iniziato a tossire e a piangere. Avevo già allertato il 118, temendo di non essere capace, di non ricordare più i passaggi esatti: per fortuna, all’arrivo dei sanitari Alessio aveva ricominciato a respirare. Ero terrorizzata, ma c’ero solo io con lui in quel momento a tentare di salvargli la vita: è questo che mi ha dato il sangue freddo. Se avessi fatto qualcosa di sbagliato, se non avessi fatto il corso... non voglio pensarci. Tutti dovrebbero imparare queste manovre». (camma)

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