Vaciglio, cresce la tensione sugli indennizzi
Botta e risposta tra M5S e il primo cittadino, e il suo capo staff teme richieste di danni esagerate
«Leggendo la risposta del nostro sindaco sul caso Morane-Vaciglio abbiamo finalmente mostrato a tutta la città quanto al primo cittadino interessi il dibattito in Consiglio comunale. Perché? Semplicemente, il primo cittadino chiede al M5S di portare una proposta sull’autotutela di cui si è parlato per il comparto, gonfiandosi il petto e alzando la voce dicendo “trovino le coperture”, “decide un giudice”, “gli indennizzi sono 18 milioni di euro”, “portino una delibera in Consiglio”. Tutto questo con quell'atteggiamento per noi discutibile dimostrato ai cittadini durante la serata di lunedì scorso, in via Viterbo». A dirlo è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che interviene così sul botta e risposta tra l’architetto Tullio Zini e il sindaco Muzzarelli sui costi di un eventuale recesso del Comune dal contratto con le aziende che costruiranno le 550 case di via Morane.
«Il punto - spiega il M5S - è che siamo in attesa di una commissione in cui un esperto venga a spiegare il principio di autotutela e i relativi indennizzi in questi casi. Ma qui viene il bello: la commissione l’ha richiesta la maggioranza Pd e Mdp-Per me con un ordine del giorno in Consiglio. Quindi il sindaco, già da un po’ in campagna elettorale, attacca il Movimento e i cittadini che chiedono un passo indietro su un progetto urbanistico, però si dimentica di un piccolo particolare, e cioè che è la maggioranza che lo appoggia a voler approfondire le questioni. Inoltre, Muzzarelli chiede ai consiglieri di minoranza di portare in Consiglio una proposta alternativa, precisando però che per lui una diversa prospettiva sarebbe sbagliata. Di conseguenza, qualunque proposta nuova sarebbe bocciata. Davvero stimolante il confronto sull’urbanistica». Immediata la replica di Muzzarelli. «Io i giudici non li ho neanche nominati, non ho fatto stime ma solo citato il bilancio dell’impresa e non ho mai detto che in Consiglio li boccio. La verità è che è dal 12 ottobre scorso che li ho sfidati a presentare i loro conti, se non si fidano dei tecnici comunali. Quel giorno ho detto loro “Se lo fate e le delibere ottengono tutte le validazioni tecniche e giuridiche previste per gli atti pubblici, noi siamo pronti a discuterne”. Sono passati tre mesi e mezzo. Si prendano le loro responsabilità. Il tempo per fare i conti l’hanno avuto. Gli tornano o non gli tornano? »
Ma sul tema Vaciglio nei corridoi si sono udite le parole del capo dello staff di Muzzarelli, l’ex sindaco di Mirandola Gigi Costi. Il quale , conversando con giornalisti e collaboratori del sindaco, ribadiva che se non prosegue la costruzione nel comparto Vaciglio-via Morane ci potrebbe essere la richiesta milioni di euro da parte delle aziende incaricate. Il consigliere più fidato del sindaco spiegava che le società potrebbero infatti richiedere un mancato guadagno visto che secondo le carte pubbliche ormai firmato avrebbero diritto a costruire 550 alloggi. Per questo - pensa sempre Gigi Costi - il Comune deve stimare gli indennizzi, perché ci può essere una coda di risarcimento per i supposti mancati guadagni dei privati coinvolti.
Sempre davanti a queste persone Costi ha attaccato chi, come l’architetto Zini, ha spiegato che in caso di mancata costruzione delle case il Comune dovrebbe pagare “solo” 350mila euro alle aziende invece di milioni. Il capo dello staff infine ha tirato in ballo, senza nominarli direttamente, il “padre” dell’ultimo Piano regolatore Ezio Righi e l’ex assessore all’urbanistica De Pietri. Secondo Costi si tratterebbe di persone che pontificano dando corda ai cittadini di Vaciglio ancora arrabbiati per il progetto. (s.l.)
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