Falsi bond Sukarno: assolto Baccarini
È finita tra assoluzioni e prescrizioni e con la caduta dell’accusa di associazione a delinquere l’inchiesta “Re Artù” condotta nel 2011 contro un gruppo di professionisti che avrebbero cercato di...
È finita tra assoluzioni e prescrizioni e con la caduta dell’accusa di associazione a delinquere l’inchiesta “Re Artù” condotta nel 2011 contro un gruppo di professionisti che avrebbero cercato di riscuotere dei titoli di stato indonesiani del 1961 rilasciati dal dittatore Sukarno. L’operazione condotta dal pm Enrico Cieri della Dda era stata presentata come un tentativo ben congegnato di trarre in inganno il Credit Swisse e incassare dall’istituto di credito elvetico bond vecchi per 870 milioni di dollari. Un titolo falso: non è mai stato emesso .
Nella rete degli investigatori della guardia di finanza, arrivata a questo filone indagando sulla cosca calabrese Fallazzari Viola Avignone, erano incappati anche due modenesi: il consulente del lavoro Paolo Baccarini e l’avvocato Daniela Rozzi. Terzo uomo era il bolognese Nicola Galati che avrebbe indotto i due modenesi e a entrare nell’affare: proprio Galati sarebbe stato l’uomo in possesso dei titoli intestati a Sukarno. A questi si sono aggiunti altri diciassette presunti complici che avrebbero preso parte al colpo.
Dalla indagini, era infatti emerso che il gruppo in possesso dei titoli indonesiani si sarebbe presentato alla banca svizzera mostrandoli e chiedendo di incassare il corrispettivo. La somma era molto ingenti e la banca ha preso tempo. Per far pressioni convincenti si sono dispiegati i contatti che i membri del gruppo avevano con altre banche, italiane ed estere, compreso lo Ior. I contatti con le banche avevano dato adito a incontri e la Banca di Sicilia stava quasi per cadere nel trappolone.
Ma l’inchiesta della Dda è arrivata prima che la vicenda arrivasse a una conclusione e sono scattate le denunce. Seguite dal sequestro dei titoli. A questo punti si innesta all’aspetto più oscuro della vicenda. Poco dopo il sequestro, Galati avrebbe esibito un documento di dissequestro che però risultava falso perché mai messo da nessun tribunale.
Alla fine dell’inchiesta, per l’avvocato Rozzi erano stati chiesti due anni di pena e invece, difesa dall’avvocato Luca Sirotti, è stata assolta al termine del giudizio abbreviato. Per Baccarini, difeso dall’avvocato Lorenzo Mariucci, e tutti gli altri imputati ieri, al termine del processo, è caduta l’accusa di associazione a delinquere “perché il fatto non sussiste”. Prescritti i reati di tentata truffa e falso in sequestro».
Carlo Gregori
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