Il Pd si scontra e Forza Italia dice Sgarbi
Il critico potrebbe essere schierato nel seggio Modena-Ferrara. Intanto a Roma è guerra all’ultimo posto tra renziani e non
Che non sarebbe stato facilissimo lo si è capito giovedì sera, quando un Gian Carlo Muzzarelli decisamente preoccupato ha lasciato il Consiglio comunale dopo il voto sul nuovo Despar della Crocetta passando da una telefonata all’altra. Perché la difficile chiusura della rosa modenese di domenica scorsa e il sacrificio del segretario cittadino Andrea Bortolamasi, che giovedì ha annunciato il suo ritiro dalla corsa, non hanno esaurito i problemi dei democratici modenesi in vista della chiusura delle liste per il Parlamento, previste per lunedì sera. A definire la situazione, con una serie di effetti-domino, è la questione dei candidati “paracadutati” (a Modena potrebbero anche essere più di uno), che in teoria avrebbe dovuto essere chiusa ieri mattina in direzione nazionale: in realtà, a causa delle difficoltà di Renzi a chiudere gli accordi con la minoranza e con gli alleati per i collegi uninominali, l’assemblea è stata prima spostata al pomeriggio e poi alla sera e infine ancora più tardi, tanto che di fatto è partita ieri sera alle 22.30.
Ed è dalle scelte fatte dal segretario nazionale nella notte che dipenderà tutto lo scacchiere modenese, che presenta ancora diverse incertezze, tanto che ieri mattina alcuni dem modenesi erano convinti che nessuno dei “nuovi” proposti dalla direzione - la presidente del Consiglio Francesca Maletti, il sindaco di Medolla Filippo Molinari, l’ex assessore provinciale Elena Malaguti, l’ex segretario provinciale Lucia Bursi e il primo cittadino di Marano Emilia Muratori - sarebbe effettivamente entrato in lista. Un’ipotesi decisamente nefasta, soprattutto perché romperebbe il “patto” tra il sindaco Muzzarelli e la presidente Maletti, con le immaginabili conseguenze per il futuro del governo della città, visto che la Maletti ha la maggioranza dei consiglieri Pd. Quel che è certo, comunque, è che la guerra tra l’asse Muzzarelli-Bonaccini e il parlamentare di Fiorano Matteo Richetti - nata da una rosa che ha escluso diversi renziani, da Simone Morelli a Paolo Negro - non è esattamente finita nonostante il segnale chiaro dato dal presidente della Regione con la rinuncia del segretario cittadino Bortolamasi, vicino al governatore. Oggi, dunque, con il quadro nazionale più chiaro, si andrà verso la chiusura della lista modenese, che probabilmente sarà definitiva solo domani: guerre a parte, i posti in Parlamento dovrebbero esserci per almeno quattro modenesi tra Richetti, Pini, Maletti, Baruffi e Vaccari, con la possibilità di avere un candidato in un collegio fuori Modena. E in attesa di novità in casa Partito democratico, anche nel centrodestra modenese l’attività è febbrile e le liste stanno per essere chiuse in queste ore. E in Forza Italia le novità non mancano, perché dopo essere stata in pole position per diverse settimane, la responsabile giovani del partito Valentina Mazzacurati sembra andare verso un’esclusione dalle liste per le elezioni del 4 marzo: il ruolo di capolista per il proporzionale nel listino Modena-Ferrara alla Camera potrebbe andare a Vittorio Sgarbi, che dopo essersi avvicinato al Mir di Gianpiero Samorì con il suo movimento “Rinascimento” sembra più orientato a confluire direttamente nelle liste di Silvio Berlusoni. Potrebbe andare al critico d’arte ferrarese, dunque, il ruolo di capolista al proporzionale, l’unico seggio considerato certo nel centrodestra modenese. Per i collegi uninominali, sempre alla Camera, potrebbe essere il consigliere regionale Enrico Aimi il candidato per la zona Modena sud, mentre l’area Modena-Carpi potrebbe andare agli alleati di Fratelli d’Italia, e dunque a Michele Barcaiuolo.
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