Gazzetta di Modena

Modena

Italia Nostra su Vaciglio: si può uscirne senza penali

Italia Nostra su Vaciglio: si può uscirne senza penali

Secondo Giovanni Losavio ci sono le norme per revocare il piano da 550 alloggi «Indennizzo minimo grazie a una nuova valutazione di interesse pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





Secondo Italia Nostra si può uscire dal vicolo cieco dei milioni di euro di penale richiesti in caso di mancata costruzione dei 550 nuovi appartamenti di Morane Vaciglio. “L’aiuto” di ordine legale arriva dall’ex giudice di Cassazione Giovanni Losavio che da molti anni presiede la sezione modenese dell’associazione nazionale che tutela il patrimonio della nazione.

In punto di diritto l’esperto magistrato, oggi in pensione, spiega che le leggi per evitare di pagare la mega-penale ai costruttori c’è eccome. Basta volerlo. E si tenga conto che dal Pd e da membri dell’amministrazione comunale nel corso del tempo si è parlato di cifre che variano da 9milioni di euro fino addirittura a 18milioni. Cifre più precise, per ora, non ne sono emerse, ma nel caso occorrerebbe ovviamente fare i conti al centesimo per quanto possibile.

Cosa dice nei fatti Italia Nostra? «L’unico argomento - scrive Losavio - che il sindaco spende a difesa dei 550 appartamenti nell’area verde tra via Morane e via Vaciglio è la insostenibilità della “penale” che la comunità sarebbe costretta a pagare se l’intervento fosse azzerato. Ricorrono dunque le condizioni della revoca (art. 21quinquies legge 241/1990): la nuova valutazione dell’interesse pubblico originario si oppone alla realizzazione di quell’insediamento residenziale, una vicenda per altro ereditata dalla passata giunta. E’ la nuova valutazione che induce l’amministrazione di oggi a rinunciare per parte sua all’insediamento residenziale di iniziativa pubblica in quello stesso ambito e a realizzare invece una vasta struttura di bosco urbano, come ha annunciato Muzzarelli stesso ai cittadini».

Secondo Italia Nostra, quindi, sulla base di queste considerazioni «Nessun ostacolo allora al ripensamento se si dimostra che invece l’indennizzo è molto contenuto, perché è commisurato alla sole documentate spese sostenute per l’avvio del nuovo insediamento successive alla approvazione del piano urbanistico attuativo del 2014 e non deve perciò essere considerato il mancato guadagno (lo stesso art.21quinquies, comma 1ter). Non sono certo rimborsabili le spese sostenute per il precedente acquisto delle aree e neppure quelle della progettazione del piano urbanistico attuativo (“di iniziativa privata”) proposto alla approvazione della giunta nel 2013 – 2014, mai messo in esecuzione, del quale anzi oggi le stesse società proponenti chiedono la variante nell’assetto plani-volumetrico. Senza dire che sussistono i profili di illegittimità che motivano l’annullamento in autotutela del pua del 2014, travolto anche nella inesistenza del piano operativo scaduto nel 2008. E l’annullamento non comporta alcun onere di indennizzo». Insomma la scappatoia ci sarebbe.

La palla passa all’amministrazione. Incaricherà i suoi legali con il fine di valutare questa opportunità? Difficile dirlo, anche perché c’è da supporre che l’ufficio legale del Comune sia già attivato sul tema. Oppure può essere che, altrettanto legittimamente, il Comune voglia proseguire con questo progetto già approvato in consiglio comunale. Ma serviranno, nel caso di abbandono, pareri legali precisi altrimenti come potrebbe il sindaco Muzzarelli come fa da mesi spiegare che le penali sarebbero salatissime in caso di mancata costruzione?

Stefano Luppi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google