L’avventura di Luca 130 chilometri con slitta e i suoi cani
Frassinoro. Fontana protagonista alla Savoia - Monte Bianco È arrivato secondo dopo una corsa massacrante tra le Alpi
FRASSINORO. Un secondo posto in una competizione internazionale da leggenda. Mercoledì è tornato nella sua casa di Piandelagotti con una bella soddisfazione il 34enne Luca Fontana, appassionato di cani da slitta tanto da aver messo assieme, nell'arco di cinque anni, un allevamento con una quindicina di husky e soprattutto una slitta con cui si getta in gare incredibili, anche di centinaia di chilometri: è l'unico nella nostra provincia a cimentarsi sulla lunga distanza nella dura ma tremendamente affascinante disciplina dello sleddog.
La sua ultima sfida si chiama Grande Odissea, corsa Savoia-Monte Bianco tra le più difficili al mondo. L'ha fatta all'interno del trofeo Regione Siberian, che comporta un percorso ridotto, ed è arrivato un risultato eccezionale: il secondo posto appunto, dopo aver percorso 130 km in quattro giorni (dal 20 al 23 gennaio) partendo dal paesino di Lanslebourg, in Savoia. Sempre in compagnia di otto fedelissimi siberian husky che si sono destreggiati benissimo tra neve e paesaggi incantati, tra piste da sci e boschi alpini, correndo prevalentemente al buio (per non intralciare l'attività sciistica) senza un freddo pungente ma, dall'altro lato della medaglia, il rischio valanghe.
È andato tutto bene, e alla fine è salito sul secondo gradino del podio dietro al francese Pierre-Antoine Héritier e davanti all'altro italiano Giordano Tarara. «È uno dei più bei riconoscimenti che abbia mai avuto – sottolinea Luca, che era accompagnato dalla moglie Elena Lamberti e da amici – è vero che al trofeo eravamo in pochi, ma è comunque il risultato di tanti sacrifici e tante rinunce che servono per praticare questo stupendo sport. Il riconoscimento però non è per me ma per i miei cani, il nostro team: mai come stavolta abbiamo lavorato e faticato tutti assieme, non mollando niente e facendo tutto quello che potevamo fare». I cani solo al centro dello spirito sportivo di Luca, che peraltro più che gare a tappa come questa preferisce quelle lunghe anche di 300 km, come quella che farà in Svezia a marzo: «Con le no-stop entri più nella natura – spiega – sei immerso nel silenzio e lì i cani trovano la loro felicità, lo vedi subito nei comportamenti. A me non interessa arrivare davanti a qualcuno: mi interessa giungere al traguardo con i cani felici e accarezzati dalla gente». Negli ultimi tre anni Luca ha percorso sulla slitta più di 5mila chilometri. (s.m.)
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