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Modena, carcere di Sant'Anna: la musica è libertà

di Gabriele Farina
Modena, carcere di Sant'Anna: la musica è libertà

Prosegue il percorso avviato da “RockNoWar” con i detenuti Pronta la band “Sing Sing”, si esibirà alla Festa della Musica

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MODENA. Applausi, musica, gioia di vivere. Al Sant’Anna giovedì s’è propagata un’ondata di vita. Una ritmata e piacevole marea che ha donato suoni ed emozioni alle persone ospiti della struttura. Merito della onlus Rock No War, che ha organizzato con la direzione il progetto “Rock is free(dom)”.

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«Sant’Anna, Sant’Anna» il coro ritmato, tra strofe in arabo, della band Sing Sing. Il gruppo del carcere s’è esibito sul palco tra i Rio e la band formiginese Opera Funky. «Rock No War ci dà la possibilità di esprimerci con la musica», hanno riconosciuto i componenti del gruppo multietnico. Il nome ricorda il penitenziario di New York, ma è stato scelto soprattutto per la traduzione inglese (“Canta, canta”). L’esibizione di giovedì rappresenta una tappa di avvicinamento al 21 giugno. Quel giorno sarà la Giornata internazionale della musica e l’associazione desidera che siano pronti per un concerto vero e proprio. Per il momento si esercitano ogni lunedì, seguiti dall’associazione guidata da Giorgio Amadessi. «È un’ora diversa, in cui scappi da tutto il mondo carcerario - hanno spiegato i ragazzi - e riesci a ricollegarti alla musica, tirare fuori le emozioni, stare insieme e creare un gruppo». Un gruppo che sta offrendo soddisfazioni a Rock No War.

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«Quando mi hanno proposto il progetto sono rimasto basito - ha confessato Natalino Di Mezzo, pianista, compositore e volontario della onlus - poi mi sono detto: “Vediamo come funziona”. È una bella avventura. Sta nascendo un gruppo multietnico. Stiamo cercando di fare qualcosa di particolare: verrà una bella sorpresa». Una sorpresa è stata provata da I Rio, all’esordio al Sant’Anna. «È stata un’esperienza particolarmente emozionante che ci mancava - ha garantito Fabio Mora, voce del gruppo reggiano - per cui siamo onorati e orgogliosi di portare la musica in un luogo in cui non è classico fare i concerti, ma in cui dovrebbe arrivare la cultura». Quarantanove anni dopo l’esibizione nel carcere di San Quintino di Johnny Cash («di cui siamo ammiratori»), i Rio hanno proposto tre brani, tra cui “Terre mosse” e “Gioia nel cuore”.

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«È importante dare un po’ di speranza con la musica - ha fatto eco Marianna Di Mezzo – perché la musica per noi è gioia e desideriamo portarla alle persone qui dentro». La giovane è la cantante di Opera Funky, debuttanti anche loro ieri tra le mura del carcere. «Il carcere è sempre stato un luogo immaginato - ha ripreso Marianna - mentre ora stiamo vedendo tutte le aspettative e i sogni. Non mi aspettavo le pareti colorate all’entrata». Un segno di altre attività organizzate all’interno e altre ancora ne potranno seguire. «Ho progetti che potrebbero essere interessanti da portare al Sant’Anna - ha concluso Enrico Salimbeni, attore e regista - ma intanto ho partecipato per capire».
 

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