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Tutte le strade del Volontariato

Tutte le strade del Volontariato

Incontro studenti- associazioni per scoprire come aiutare gli altri

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Clown dottori, educatori, esperti di droga, rifugiati, soccorritori. Al Centro Famiglia di Nazareth le studentesse e gli studenti modenesi si confrontano con insegnanti diversi dai classici professori.

Sono maestri di vita che propongono storie ed esperienze per le Officine della Solidarietà. Le lezioni di volontariato sono ripartite ieri per la 14esima volta. Divisi in piccoli gruppi, i giovani hanno ruotato nel percorso a 27 tappe, una per ogni associazione aderente. Il cammino verso le classi in stile anglosassone è una delle differenze rispetto alla scuola tradizionale.

La novità più significativa è rappresentata dai temi di cui ragazzi e volontari hanno discusso. Una cartina geografica, per esempio, può essere vista dall’alto per imparare i luoghi o essere vissuta, seguendo il racconto di un viaggio. Come la storia di una persona ospitata dalla cooperativa sociale Caleidos.

Un ragazzo appena più grande dei giovani, giunto in Italia tra numerose difficoltà. Mentre alcuni studenti lo interrogavano, altri si cimentavano in lezioni di pronto soccorso con la Croce Blu.

Le tute arancioni dei volontari Avpa lasciavano poi il passo a camici bianchi e nasi rossi. Sono i segni distintivi dei seguaci di Patch Adams: i clown dottori. I Dimòndi Clown mostravano ai giovani il potere guarente del sorriso all’ingresso della sede. Dinnanzi a loro, lo stand del Comune, in cui i temi sono la Young ER Card e la #Vogliadivolontariato. Un’iniziativa estesa fino ad aprile per «riflettere sul ruolo della cittadinanza attiva», come rivelato da Marco Bombarda, operatore culturale delle Politiche giovanili comunali.

Al primo piano i ragazzi riflettevano su mondi spesso dimenticati. Imparavano a comunicare con i ciechi con l’associazione Univoc.

Esploravano con foto, bandiere e testimonianze la storia del popolo esiliato Saharawi. Ascoltate le attività del Ceis e dei volontari attivi alla Crocetta, hanno conosciuto l’angolo dedicato al contrasto delle sostanze stupefacenti. Quindicenni hanno raccontato di conoscenti che ne fanno uso da due anni, citando casi di marijuana e cocaina.

Gli esperti dell’associazione Dico no alla droga hanno illustrato come trovare la forza per resistere.

«Un’iniziativa così serve ai ragazzi a superare l’indifferenza», ha confermato Nicoletta Carrieri, insegnante di religione che ha accompagnato una prima del liceo Selmi.

Le lezioni di volontariato sono rivolte a 50 classi e proseguiranno fino al 5 febbraio. «Le risposte dei ragazzi sono molto positive», ha confidato Paolo Zarzana, presidente del Centro servizi per il Volontariato (Csv). Il Csv collabora alle Officine con il Comune.

«Un’ora di volontariato al giorno toglie la depressione di torno», ha sottolineato il vicesindaco Gianpietro Cavazza. (g.f.)

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