Inchiesta Veleno, pedofilia nella Bassa l’accusa di quattro figli: «I genitori orchi? È vero»
In una lettera a un legale difendono psicologi e magistrati: «Confermiamo tutto» «Montato un assurdo circo mediatico e non ci interessa di quelli che sono morti»
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16406632:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/veleno-i-protagonisti-si-raccontano-a-finale-emilia--lo-stato-padrone-dei-nostri-figli/89797/90377]]
«Non ci siamo mai sentiti “rapiti” dalle istituzioni, ma, al contrario, da queste tutelati e protetti. Non abbiamo mai chiesto in questi anni di rivedere i nostri parenti naturali, non abbiamo pianto quando abbiamo saputo che qualcuno di loro era morto».
Parole contenute nella lettera che l’avvocato Luisa Vitali di Firenze, dove abita una dei quattro figli portati via 20 anni fa a Lorena Morselli, ha diffuso «in nome e per conto di quattro persone della cui identità mi sono personalmente accertata».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16406633:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/cronaca/veleno-lo-speciale-con-i-protagonisti-dell-inchiesta-l-integrale/88611/89192]]
I quattro (logico supporre i fratelli Morselli, che non hanno mai voluto rivedere i genitori, contro i quali si erano anche costituiti parte civile, fino all’ultima assoluzione) per l’avvocato sono tra le vittime di abusi sessuali nell’ambito della maxi inchiesta sui riti satanici con omicidi e violenze sessuali ai bambini esplosa negli anni Novanta nella Bassa. Come noto, la Iena Pablo Trincia con la collaborazione di Repubblica ha ripercorso la vicenda nella serie podcast “Veleno”. Una inchiesta che attingendo a filmati originari, documenti e testimonianze (non solo di parte), ha svelato paurosi limiti dell’impianto accusatorio. Soprattutto l’assurdità di genitori processati e giudicati innocenti i cui figli non sono più tornati.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16406629:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/cronaca/veleno-la-sorella-del-bambino-0-mio-fratello-ha-fatto-i-nomi-di-famiglie-che-neanche-conosceva/91003/91589]]
«Sui media e nei pubblici dibattiti - ribatte la lettera attribuita ai 4, rimasti anonimi, anche se si coglie una regia più tecnica - si dà spazio a persone che hanno scontato pesanti condanne per aver abusato dei propri figli, permettendo loro di fare appelli nei quali si insiste nel volerli rivedere per ricostruire un rapporto. Noi diamo conferma di ogni dichiarazione fatta allora».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16406635:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/cronaca/lo-speciale-veleno-pedofili-nella-bassa-un-padre-sono-morto-dentro-ma-spero-ancora-di-rivedere-i-miei-figli/88575/89156]]
Insomma, tutto vero, con pesanti accuse anche alla stampa: «Non abbiamo mai avvertito finora la necessità di partecipare a questa specie di circo mediatico; abbiamo le nostre vite e le nostre famiglie, siamo sereni e liberi, e queste sono le cose importanti; rassicuriamo tutti che non ci siamo mai sentiti rapiti dalle istituzioni, ma tutelati e protetti, né abbiamo mai avuto “padroni”. Infatti, non abbiamo pianto né protestato in alcun modo quando fummo allontanati dalle nostre famiglie d'origine». Parole durissime, nette.
«Finora non ha avuto senso per noi replicare a tutta quella gente che andava sbandierando la propria innocenza e le pretese incompetenze altrui; la giustizia seguiva il suo corso, come doveva, e tanto era per noi sufficiente. Avevamo già detto quello che c’era da dire all'epoca dei fatti e non c'era nulla da aggiungere, se non dare conferma, come intendiamo fare ora, di ogni nostra dichiarazione».
Ancora: «I processi si devono fare solo nelle aule dei tribunali, non sui giornali o in qualche tv, dove una storia così difficile e dolorosa è stata spesso propinata senza alcuna conoscenza dei fatti e degli iter giudiziari tra una ricetta di cucina e un oroscopo. La giustizia ha poi in effetti seguito il suo corso, in tante ipotesi giungendo a pesanti condanne, in altre ad assoluzioni. In ogni caso, contrariamente a quello che è oggi la tendenza, noi rispettiamo tutte le decisioni dei giudici, comprese quelle per noi più difficili da accettare, che hanno portato ad assoluzioni. Pensiamo che ogni persona è innocente finché non ne viene provata la colpevolezza, ma pensiamo anche che se una persona è condannata con sentenza definitiva debba essere ritenuta colpevole, a meno che non intervenga una revisione, e, prima che ciò accada, si dovrebbe avere una qualche remora a farle sostenere pubblicamente e senza contraddittorio, rielaborazioni delle sentenze del tutto soggettive».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16406634:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/cronaca/speciale-veleno-pedofili-nella-bassa-una-madre-quella-notte-che-mi-portarono-via-i-miei-quattro-bambini/88582/89163]]
Poi nuovi attacchi alla stampa e la conferma dei racconti: «Forse si è voluto respingere una verità (quella vera), che fa troppa paura. Non si fa che parlare delle assoluzioni, peraltro rese in alcuni casi per insufficienza della prova, ma non una parola sulle numerose e pesanti condanne per reati gravissimi. Non una parola sui bambini, che meriterebbero rispetto, in quanto vittime accertate di reati sessuali, e perlopiù intrafamiliari. Anzi, si è pensato bene di scaraventare in rete i video delle loro deposizioni (protette) rese agli inquirenti, in spregio assoluto, oltre che di norme giuridiche, di ogni principio etico, morale e deontologico. Infine, sui media e in pubblici dibattiti, si dà spazio a persone, che hanno scontato pesanti condanne per aver abusato dei propri figli. Non intendiamo rivedere né riparlare con nessuno dei nostri ex parenti, che stanno solo perdendo tempo insistendo - sentenziano - Che dire, se non stendere un velo pietoso su questo circo Barnum dell'ipocrisia e della superficialità. Oggi, non allora, si è instaurato un clima di caccia alle streghe, o di dagli all'untore». (ase).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
