«Prendo atto che credono di avere ucciso dei coetanei»
«Noi abbiamo sempre detto che le prime vittime di questa vicenda sono stati i bambini».È la prima risposta di Pablo Trincia il giornalista delle Iene il cui lavoro con Repubblica ha nuovamente...
«Noi abbiamo sempre detto che le prime vittime di questa vicenda sono stati i bambini».
È la prima risposta di Pablo Trincia il giornalista delle Iene il cui lavoro con Repubblica ha nuovamente svelato le inquietanti contraddizioni di questa vicenda che, al di là dei processi, ha colpito la Bassa.
«Prendo altresì atto - prosegue Trincia, che oggi affiderà al suo profilo facebook una risposta più dettagliata - da questa lunga lettera che i quattro autori confermano le accuse e i racconti che fecero da bambini, davanti agli psicologi dell’Ausl. Per me significa che confermano i riti satanici nei cimiteri e in altri noti luoghi nella Bassa, la partecipazione di tutte le persone che hanno elencato, l’omicidio di altri bambini, cinque ogni settimana, l’averne lanciate le teste per aria...».
Come dire, tra le righe, che questa vicenda a maggior ragione merita di essere investigata, alla ricerca di una verità storica, di più e prima che processuale.
Proprio in questi giorni gli organismi sindacali della magistratura modenese hanno inteso ricordare che in primo o in secondo grado ci furono comunque delle condanne, e che una richiesta di revisione di un processo è già stata rigettata a suo tempo, ricordando come diversi giudici si siano occupati di questo caso. Come dire che spazi in tribunale per riaprire la vicenda dei riti satanici della Bassa non ce ne sono e non ce ne saranno.
Trincia poi in questi mesi ha raccolto numerosi altri riscontri: «Ma ora non vorrei parlarne, per non turbare quanti di quei bambini stanno faticosamente cercando di capire cosa è capitato loro». (ase)
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