Beni durevoli, Modena è seconda
Con 3.063 euro spesi per famiglia la provincia è ai vertici in Italia
Il reddito pro capite nel 2017 in Emilia-Romagna si è attestato a 22.927 euro per abitante, valore secondo solo al Trentino Alto Adige a livello nazionale, con una crescita del 2,4% in linea con la media italiana e al di sotto del dato relativo al Nord-Est. La spesa complessiva delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli è aumentata del 3%, un punto percentuale oltre alla media nazionale, il livello di spesa medio di una famiglia emiliano-romagnola si è attestato sui 2.807 euro: solo in Trentino Alto Adige si è speso di più. Il maggiore impulso a questo incremento è arrivato soprattutto dal comparto mobilità: auto nuove +1,7%, auto usate + 5,9% e motoveicoli + 8,9%. Contributo molto positivo anche dagli acquisti di mobili, che con un +3% presentano la miglior dinamica a livello nazionale.
A livello provinciale la spesa per i beni durevoli ha evidenziato una maggiore vivacità a Ravenna (4,1%), Bologna (3,8%), Piacenza (3,4%) e Ferrara (3,3%). Consumi particolarmente brillanti a Modena, al secondo posto tra le provincie italiane con 3.063 euro di spesa per i durevoli nel 2017.
Questi sono i principali risultati della ventiquattresima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Emilia-Romagna, presentato a Bologna.
Da sottolineare che fra i cosiddetti beni durevoli vanno compresi auto e moto, mobili , elettrodomestici, beni relativi alla Information Technology.
Aumenta quindi il reddito disponibile pro capite in tutte le provincie emiliane. Trend più che positivo per Bologna (+2,6%, in decisa accelerazione rispetto al +1,4% dello scorso anno), che con 26.025 euro è stata la seconda provincia italiana dopo Milano. Cresce di più solo Ferrara con un netto +3% (19.997 euro), mentre aumentano del 2,5% (+2,4% in Italia) Piacenza (22.281 euro), Modena (23.098 euro) e Ravenna (21.634 euro).
Tassi d’incremento positivi (seppur in frenata rispetto al 2016) in tutto il territorio regionale per il mercato delle auto nuove. Bologna fa registrare una spesa complessiva di 455 milioni di euro (+2,8%), seguita da Modena con 308 milioni (-0,1%) e Reggio Emilia con 222 milioni (+1,8%).
Il comparto delle auto evidenzia un’accelerazione rispetto al 2016. Corrono Parma (+7,8%) e Modena (+7,2%), seguite a stretto giro da Reggio Emilia (+6,5%), Piacenza (+6,3%) e Bologna (+6,2%) con andamenti superiori alla media nazionale (+5,5%). Proprio il capoluogo guida la classifica dei consumi complessivi con 388 milioni, seguita da Modena (276 milioni) e Reggio Emilia (192 milioni).
Settore dei mobili in grande fermento, con trend superiori alla media italiana (+1,8%). Piacenza (+4,1%) fa segnare il risultato migliore (84 milioni), seguita da Ferrara (+3,7%, 98 milioni) e Bologna (+3,6%, 299 milioni), mentre Parma (124 milioni), Modena (204 milioni) e Ravenna (115 milioni) crescono del +3,4%.
Quadro stabile per gli elettrodomestici, frenando rispetto alla crescita dello scorso anno (+3,2% a livello regionale). Modena (+0,7%, seconda provincia a livello regionale con 62 milioni) è in linea con il dato nazionale.
Come per il 2016 si conferma in calo il mercato dell’elettronica di consumo, con percentuali migliori rispetto al quadro nazionale. Modena riesce a contenere la contrazione (-2,9 per cento).
In diminuzione anche i consumi nel settore dell’Information Technology. Particolarmente contenuta la contrazione a Parma (-0,6%), Bologna (-0,7%) e Ferrara (-0,9%). Il capoluogo guida saldamente la classifica dei consumi complessivi con 46 milioni, seguito da Modena (31 milioni) e Reggio Emilia (23 milioni).
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