Gazzetta di Modena

Modena

Il quadrilatero della droga tra blitz, arresti e spaccio

di Andrea Gilioli
Il quadrilatero della droga tra blitz, arresti e spaccio

La zona stazione resta l’area più calda della città: carabinieri in prima linea Tanti fermi e controlli in borghese ma i pusher cambiano e i clienti abbondano

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Un rettangolo di appena 5 chilometri quadrati, all’interno del quale si trovano la stazione dei bus, quelle dei treni per Modena e per Reggio, un grande direzionale, l’ex Saime, con uffici, negozi e studi professionali, e un parcheggio tanto ampio quanto degradato. È il “quadrilatero della droga” di Sassuolo, la famigerata zona stazione, nella quale nelle ultime settimane i carabinieri cittadini, agli ordini del maggiore Fabrizio Picciolo, hanno eseguito cinque arresti, e almeno altrettante denunce a piede libero, per reati legati allo spaccio ma anche per rapina, oltraggio e lesioni, segno che il degrado è generalizzato e l’area percepita da molti come una vera e propria terra di nessuno.

Operazioni, quelle condotte dai militari dell’Arma, che hanno portato al sequestro di diverse dosi di cocaina e di centinaia di grammi di hashisc: le due sostanze stupefacenti evidentemente più apprezzate dai consumatori sassolesi, che sono in maggioranza italiani e di ogni fascia di età, compresi, purtroppo, i giovanissimi. I pusher, tutti stranieri, sono stati individuati e fermati grazie ad attenti pedinamenti e appostamenti, effettuati da personale spesso in borghese, che hanno permesso di cogliere sul fatto gli spacciatori, molti dei quali, proprio per ridurre i rischi penali a loro carico, hanno iniziato ad utilizzare il territorio, che sentono “loro”, come cassaforte per le dosi, nascoste talvolta in cestini dei rifiuti e addirittura, in un caso, nell’androne di un palazzo.

Le operazioni dei carabinieri, intanto, continuano, con passaggi ripetuti ad ogni ora del giorno e della notte. Una presenza sul campo che ha portato, nei giorni scorsi, anche all’arresto di tre persone ubriache, due rumeni e un italiano, che hanno aggredito la titolare del bar Lisa e i militari stessi. I controlli, inevitabilmente, stanno contribuendo a “ripulire” un po’ la zona, ma il problema dello spaccio resta, e a percepirlo sono anche i cittadini, utenti delle stazioni e clienti delle attività ospitate nell’ex Saime, che ad ogni ora del giorno e della notte vedono ragazzi, quasi esclusivamente nordafricani, sostare - soli - sotto i portici del direzionale, nel parcheggio e nel piazzale delle stazioni.

Difficilmente gli spacciatori avvicinano i passanti, ma il loro sguardo è attento, pronto a percepire il minimo gesto di qualche potenziale cliente. Ancora più spesso, poi, tutto si definisce coi cellulari, attraverso i quali i clienti contattano i venditori. La presenza dei pusher, che permane nonostante i blitz delle forze dell’ordine, mette la città davanti a due evidenze: in primis che il mercato è florido, che c’è richiesta di droga e a seguire che il mondo dello spaccio non ha paura e gode di un continuo ricambio di “manodopera”.

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