Gazzetta di Modena

Modena

Rubrica Fuori Classe / Trasporti pubblici: cresce il malcontento dei cittadini

Miriam Giovannini*
Un mezzo di Seta in stazione autocorriere
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Un mezzo di Seta in stazione autocorriere

Autobus affollati, ritardi, degrado dei mezzi. Sono pochi i viaggiatori soddisfatti

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MODENA. Sull’azienda SETA che gestisce la rete di trasporti pubblici urbani ed extraurbani di Modena e provincia si registra un sempre più alto malcontento tra i cittadini e pendolari che ne usufruiscono. I pochi utenti a dirsi soddisfatti sono turisti e pensionati.

Le varie lamentele, sorte durante le interviste realizzate negli ultimi giorni, spaziano dalla mancanza di puntualità fino ad arrivare alla spesso negata accessibilità per persone disabili. A farne le spese sono soprattutto studenti e lavoratori. Negli orari di punta, in corrispondenza con l’entrata e uscita da scuola e dal lavoro, è frequente un sovraffollamento dei mezzi di trasporto. Gli utenti si ritrovano pericolosamente ammassati in autobus e corriere, mettendo a rischio la loro sicurezza, anche se certe linee girano tutta la giornata quasi a vuoto. Sono proprio queste ultime corse ad essere utilizzate da coloro che si dicono contenti e che, non a caso, evitano gli orari critici.

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Le fermate vengono saltate a causa della mancanza di spazio all’interno del veicolo, lasciando a terra numerosi cittadini che, pur avendo pagato il biglietto, non possono usufruire del servizio: provate ad arrivare al mattino a Modena dai comuni limitrofi e vi accorgerete che non tutte le corriere fermeranno nel luogo e nell'ora previsti, sempre per problemi di affollamento. Il tema degli orari non riguarda soltanto l’affluenza, ma anche la puntualità di arrivi e partenze. I frequenti ritardi e anticipi, provocano la perdita di coincidenze in città, così come in luoghi più lontani e scomodi che, già di per sé, sono mal serviti e le corse poco numerose.

Al contempo, per quanto riguarda il servizio urbano, diverse lamentele sorgono dal fatto che certi autobus previsti dalla tabella oraria, in particolare durante il periodo serale, non passino, nonostante non vi sia alcun sciopero. Molti passeggeri avvicinati non hanno voluto rilasciare dichiarazioni e si sono dimostrati restii nel commentare la qualità del servizio, ma a “microfoni spenti” sottolineano un’altra lunga serie di problemi. Ad incrementare l’insoddisfazione è l’assenza d’informazione da parte dell’azienda. I biglietti da dieci corse, ad esempio, dopo essere stati sostituiti con quelli da sei, hanno continuato ad essere venduti dai rivenditori autorizzati, ignari della loro invalidità.I passeggeri si sono così ritrovati ad aver pagato per un servizio che non avrebbero potuto utilizzare e che sarebbero oltretutto stati passibili di multa.

Il comportamento degli autisti non è spesso d’aiuto. Se da un lato vi sono coloro che si comportano cordialmente rispondendo alle domande e dando indicazioni, dall’altro non mancano i meno gentili. Nonostante il più difficile da accontentare sia sempre il cliente, ciò non preclude la disponibilità ed un comportamento conciliativo da parte del conducente, come scritto sul regolamento SETA. I viaggiatori sono frequentemente testimoni di diatribe tra personale di servizio ed utilizzatori, in particolare nei confronti dei giovani, ritenuti spesso i soli responsabili.

La situazione di degrado dei mezzi, soprattutto extraurbani, logorati dai chilometri e dalla mancata educazione dei passeggeri, rende l’itinerario un calvario. Aria condizionata e riscaldamento mal funzionanti, vetri sporchi in cui la condensa accumulata negli anni ha formato una sorta di “acquario” putrido nell’intercapedine, odori nauseabondi, porte che non si chiudono, avarie del motore sono la quotidianità che i pendolari devono vivere ogni giorno. Infine, ma non meno importante, il servizio di trasporto pubblico è di frequente negato a persone disabili.

Per avere un mezzo accessibile a coloro che si muovono con l’ausilio della carrozzina è necessario prenotare con 48 ore di anticipo. Nel caso necessitino di un trasporto occasionale, non precedentemente organizzato, essi non solo non riescono a salire autonomamente sul bus, ma anche se accompagnati vi sono spesso barriere che ne impediscono l’ingresso. Il servizio viene detto pubblico in quanto deve essere accessibile per tutti coloro che vogliono usufruirne, senza limiti, né impedimenti.

Fatta eccezione per le poche persone che si ritengono soddisfatte, la maggioranza dei passeggeri SETA ritiene il viaggio faticoso ed estenuante, in situazioni in cui non è solo il comfort a subirne le conseguenze, ma anche la sicurezza degli stessi.

* studentessa della 5CL del liceo Muratori - San Carlo

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