Stazione, chiuso un altro negozio etnico
Clienti malavitosi: il questore ordina di abbassare le saracinesche all’Asafo Market di via Dell’Abate
Nuovo giro di vite del questore in zona stazione. Ancora una volta la polizia ha notificato la chiusura amministrativa a un locale etnico che è ritenuto un punto di incontro per i malavitosi che bazzicano piazza Dante e dintorni.
Sabato mattina la Squadra Amministrativa della Questura ha notificato il provvedimento del questore Filippo Santarelli alla titolare della licenza del negozio etnico Asafo Market, in via dell’Abate 15, accanto alla stazione.
Il provvedimento, con il quale è stata disposta la sospensione delle licenze e la chiusura del negozio per 45 giorni, fa seguito ad una attività di verifica e controllo effettuata dalla polizia sulle attività del locale.
È il secondo provvedimento nei confronti dell’Asafo Market nell’arco di poco più di un anno. Il primo risale al 28 dicembre 2016 quando il locale venne chiuso per 30 giorni, anche a seguito di una aggressione con lesioni personali nei confronti di due individui, avvenuta nei pressi del negozio.
Nonostante la prima chiusura, alla polizia risulta che il locale è ancora abitualmente frequentato da persone pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica.
La polizia ha individuato durante i controlli “clienti” con precedenti di polizia per detenzione e spaccio di stupefacenti, per reati contro il patrimonio e la persona. Proprio nella giornata del 26 gennaio scorso, la Squadra mobile ha proceduto all’arresto di un nigeriano, irregolare in Italia, che si trovava all’interno del negozio di via dell’Abate: è finito in manette per spaccio di droga.
Durante una perquisizione si è scoperto che nascondeva nelle mutande 10,4 grammi di marijuana e 6 dosi già confezionate di eroina.
Nei giorni scorsi è stato chiuso per 15 giorni anche il Glamour Restaurant sempre in base all’accertamento di polizia concluso con una notifica per le cattive frequentazioni in zona. Tuttavia, in questo caso è stata la stessa titolare, la nigeriana Gloria - a Modena da 25 anni, con figli adolescenti inseriti nei licei modenesi - a spiegare di essere la prima vittima del degrado che si trova attorno alla stazione. Sono nelle vostre stesse condizioni», ha spiegato alla Gazzetta.
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