Tribunale Civile: meno cause pendenti a Modena
Calano i procedimenti nuovi, soprattutto nel Lavoro. Separazioni in aumento: 8% per le consensuali e 12% per le giudiziali
MODENA. Prosegue il periodo positivo del Tribunale Civile di Modena. La conferma arriva dai dati dell’Anno Giudiziario 2018 presentato a Bologna: da alcuni anni continua ad alleggerirsi il carico dei procedimenti e i tempi di stanno velocizzando. L’arrivo di nuovi giudici e l’impegno a smaltire i fascicoli rimasti aperti ha prodotto anche quest’anno un calo importante di cause e altri procedimenti.
A fronte di una stasi di nuove cause - la crescita complessiva è stata dello 0,2% (sono state 20624) - è vero che le cause chiuse (21394) sono calate dell’1,3% ma è altrettanto vero che le cause pendenti (14566) sono calate del 5.3%.
Sono calate decisamente la cause di lavoro passando dalle 1825 pratiche del 2016 alle 1698 dell’anno scorso. Aumentate invece le sentenze: da 360 a 386. Le cause pendenti sono state invece quasi stazionarie: da 1876 sono diventate 1848.
Per la voce generale “Affari civili” la tabella indica un calo di cause nuove per l’anno scorso: da 4668 a 4305 dell’anno scorso. In calo anche le cause chiuse che passando da 5844 dell’anno prima a 5289 e infine in calo anche quelle pendenti da 7403 a 6413.
Per quanto riguarda un settore socialmente delicato come le “Esecuzioni immobiliari” si registra un aumento dei nuovi procedimenti passati dagli 815 del 2016 a 860, segno che la crisi colpisce ancora. Risulta sostanziale l’aumento dei casi chiusi, quasi al 16%: si è passati da 170 a 838 casi. Stazionari i procedimenti pendenti che restano molto alti numericamente: 2905 contro i precedenti 2883.
Infine per le “Esecuzioni mobiliari” sono aumentate le cause in ingresso: da 3300 a 3527, così come quelle chiuse passate da 3277 a 3371 e anche quelle pendenti che passano da 824 a 980.
Dando poi un’occhiata ai dati del “Giudice Tutelare” emerge che le cause pendenti, ora 4367, sono aumentate del 14% a fronte delle 1942 procedimenti avviati nel 2017 e ai 1406 conclusi. Una situazione sulla quale incide sicuramente il fatto che di questa materia si sono occupati un solo giudice e un giudice onorario.
Al contrario si nota una velocità di smaltimento per gli Atp (Accertamenti tecnici preventivi), procedimenti più brevi e più semplici: la variazione di cause pendenti è scollata a -42%.
Il capitolo “Separazioni e divorzi” è così variegato che meriterebbe un approfondimento per capire le cause delle differenze. In aumento in tutte le fasi i procedimenti di separazione consensuale, quasi il sestuplo di quelle giudiziali (la lite davanti al giudice): le nuove coppie di coniugi che si sono scisse consensualmente sono aumentate dell’8% (775 pratiche), mentre i procedimenti portati a termine sono aumentati del 12% (805) e quelli pendenti (85) aumentano del 4%.
Le separazioni giudiziali invece mostrano un forte calo di pendenze (-26%), indice di uno sforzo di smaltimento del lavoro pregresso da parte di giudizi e cancellieri, mentre i nuovi casi sono stati il 12% in più ma anche quelli chiusi il 5% in più. (Bisogna considerare la lunghezza di questo tipo di cause)
I divorzi congiunti nuovi sono calati del 10%, un flusso minore che ha permesso di diminuire del 18% i procedimenti pregressi ma con un calo del 18% per quelli conclusi.
Infine i divorzi a seguito di un contenzioso sono calati del 18% (245 procedimenti) mentre sono aumentati del 21% quelli conclusi (235) e le pendenze calano del’8% (336 casi ancora aperti).
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