Tribune “vietate” in piscina I parenti dei bimbi protestano
Sono rimasti delusi molti dei famigliari dei bambini che, ieri pomeriggio, hanno partecipato alla loro prima gara organizzata presso la piscina comunale “Campedelli” di Carpi. Erano circa 300 i...
Sono rimasti delusi molti dei famigliari dei bambini che, ieri pomeriggio, hanno partecipato alla loro prima gara organizzata presso la piscina comunale “Campedelli” di Carpi.
Erano circa 300 i piccoli tra i 5 e gli 8 anni, provenienti da Reggio Emilia e dalla sua provincia, oltre che da Carpi, intervenuti alla competizione: ognuno accompagnato dai genitori e, in molti casi, anche da altri parenti.
È così che, essendo gli spalti dedicati al pubblico omologati a ospitare poco più di duecento sedute, molti di essi non hanno potuto assistere al momento in cui il proprio bambino è entrato in vasca.
«Una volta arrivate da Reggio, mia sorella ha portato mio nipote negli spogliatoi - racconta una zia - E così hanno fatto tante altre mamme. Nel frattempo, la tribuna si è riempita. All’ingresso venivano forniti dei pass per entrare sugli spalti: io ho ricevuto il mio, mentre chi era impegnato a preparare i propri bambini negli spogliatoi, una volta uscito non ha trovato spazio e si è perso la gara. Io ho dato il mio pass a mia sorella, ma se lei fosse stata da sola? Non avrebbe potuto entrare. Capisco le regole in merito alla sicurezza, ma averlo saputo prima che non c'era spazio. I più piccoli, proprio perché alle prime gare, hanno bisogno del sostegno dei famigliari».
Interpellato, il direttore dell’impianto, Luca Paltrinieri, è lapidario. «Un problema che conosciamo: situazioni di questo tipo sono già accadute e si ripeteranno ancora - spiega - Capiamo il dispiacere, ma le regole sulla sicurezza sono qualcosa su cui non trasgrediamo. La tribuna può ospitare fino a 216 posti: per questo, il servizio di vigilanza distribuisce i pass per l’accesso. Dopodiché, invitiamo il pubblico alla rotazione, ad assistere alla gara del proprio bambino per poi alternarsi, lasciando il proprio posto ad altri genitori e parenti: se così facessero tutti, tutti potrebbero vedere. È una questione di educazione e buonsenso. Da parte nostra, ci premuriamo sempre di avvertire la società che qui verrà a gareggiare, nella persona del suo dirigente, affinché avverta i famigliari degli iscritti che i posti sono limitati: quello che possiamo fare è continuare a ripeterlo e accertarci che la comunicazione arrivi a buon fine». (camma)
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