I video accusano Concas: tornò solo dai binari
All’andata le telecamere ripresero anche Arietta, per lei fatale la frattura al capo Un forte sospetto: i 700 euro rapinati subito giocati alle slot. Convalidato il fermo
Nelle immagini della videosorveglianza dietro il ristorante Riverside si vede uscire la Renault Scenic di Pasquale Concas. Se ne va via da solo. Non c’era più la passeggera che lo accompagnava all’andata. Di questo elemento-chiave pare essere certo il capo della Squadra Mobile Marcello Castello: se venisse confermato da altri indizi diventerebbe una prova decisiva contro l’accusato.
Non solo. Secondo la polizia l’accusato potrebbe aver speso tutti i 700 euro della rapina finita in omicidio alle macchinette di una grande sala giochi di Modena Est che frequentava d’abitudine appena aveva due soldi in tasca. È un’ipotesi, perché quel denaro non ha lasciato traccia ed è finito tutto nelle videolottery e nelle slot, se davvero ha fatto quella fine. Perché Pasquale Concas, il 50enne sardo residente a Montale dal 2016 accusato di aver ucciso la prostituta ungherese Arietta Mata, è un ludopatico. Un giocatore d’azzardo compulsivo che non resiste alle macchinette e quando non ha soldi se li deve procurare perché è più forte di lui. Su questa ipotesi di movente continua l’indagine della Squadra Mobile. Intanto Concas resta in carcere. Così ha deciso il gip Paola Losavio convalidando il fermo di polizia ordinato dal pm Katia Marino, titolare dell’indagine sul “delitto della ferrovia”.
Tra gli elementi nuovi, risulta che Concas e Arietta si erano allontanati insieme dalla piazzola utilizzata dalla “lucciola”, in via Emila Est in zona concessionarie, ma non hanno mai consumato un rapporto sessuale.
La ricostruzione dell’omicidio si sta perfezionando. In base agli ultimi dati, è stata una forte botta alla testa contro la staccionata ferroviaria a provocare la sua morte e non uno strangolamento: i segni sul collo sono dovuti al sollevamento del corpo inerte da quel punto. Gli indumenti e i vestiti di Concas ora sono al centro delle analisi della Scientifica come presto lo saranno tutti gli elementi che verranno raccolti, in accodo con la Medicina legale, dal corpo dalla povera prostituta.
A questi dati gli investigatori dovranno chiedere risposte ai loro interrogativi: ci sono tracce biologiche che riconducono a Concas?; ci sono segni di colluttazione (sangue)? Per svolgere questi esami sarà però necessario far sì che la difesa (avvocati Roberto Ricco e Marco Pellegrini) nomini i suoi consulenti tecnici.
Infine c’è anche l’aspetto della sepoltura. Anche se sicuramente molto prematuro, la polizia si è già attivata con il consolato italiano a Budapest per arrivare a individuare i genitori di Arietta per informarli del decesso della figlia e avviare le pratiche per poter riconsegnare la salma, una volta terminati gli accertamenti in Italia.
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