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Il blitz allo “stallone” certifica la chiusura

di Daniele Montanari
Il blitz allo “stallone” certifica la chiusura

Pavullo. Carabinieri, Nas e Forestali a Castagneto dove l’allevamento di mucche si riduce ogni giorno. I residenti: «Grazie»

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PAVULLO. L’attività nello stallone di Castagneto è in dismissione, e tra una decina di giorni cesserà completamente. È quanto emerso nella seconda operazione di controllo disposta in tre mesi dai carabinieri di Pavullo sulla maxi struttura di fianco a via Casa Rondinella e sulla stalla secondaria di fronte al civico 66 della provinciale. Ieri mattina si sono recati sul posto Nas di Parma, forestali e carabinieri della Compagnia di Pavullo, appunto, assieme al veterinario Ausl. Hanno voluto verificare lo stato delle cose tre mesi dopo, ma anche capire cosa sta accadendo di fronte a un fatto senza precedenti: il trasferimento, nei giorni scorsi, di circa 400 delle 500 mucche che avevano dato vita all’allevamento più discusso della montagna.

Ne è emerso un quadro da epilogo: anche il centinaio di capi rimasti è destinato al trasferimento come gli altri, in parte finiti in allevamento in parte al macello. E poi per il momento sarà fermata l’attività dello stallone oggetto dal 2011 di una lunga serie di segnalazioni, esposti e denunce, soprattutto per i periodici spandimenti che facevano finire in campi non coltivati montagne di letame derivanti dall’alto numero di animali. Un problema di ordine ambientale, innanzitutto, ma anche di vita di tutti i giorni, tra cattivi odori, insetti e rumori da macinazione.

Emblematica in questo senso la storia dei proprietari del complesso “La Morra”, subito sopra il maxi stallone, che avevano investito ingenti risorse sulla ristrutturazione della villa per farne un luogo di ricevimento da matrimoni. Ma che da due anni non possono ospitare nessuno per polveri, puzza e mosche: un’incubo l’ultima estate. E chi abita lungo via Rondinella, ha dovuto fare i conti con una strada davanti casa che diventava nera per il letame, e anche peggio.

Tutto questo è finito: lo stallone è in svuotamento completo. In tale contesto, i carabinieri hanno trovato un quadro igienico peggiore di quello del 18 ottobre, ma non sono state elevate sanzioni (21mila euro l’altra volta per l'allevatore Luciano Aleotti e una denuncia per il proprietario Daniele Campagnoli per deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi) proprio perché si è preso atto di un’attività al termine. Ci sono però alcuni aspetti ugualmente sotto approfondimento da parte dei forestali. L’attualità è fatta di uno stop, ma il futuro è un interrogativo: non si sa che intenzioni abbia la proprietà, ma se anche vorrà ripartire con un altro allevamento è chiaro che l’iter autorizzativo sarà vagliato con estrema attenzione.

«Siamo estremamente grati ai carabinieri di Pavullo per essere intervenuti su una situazione che si trascinava da almeno sei anni senza cambiamenti significativi - sottolineano dal comitato residenti - C’è stata da parte loro un’azione decisa per il rispetto della legalità che ha dato i suoi frutti. Noi chiedevamo solo questo: nulla nei confronti di proprietà o gestione, solo il rispetto delle regole, per rendere possibile la convivenza».

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