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Modena. Per “Made in Italy” look firmato Vecchi

di Maria Vittoria Melchioni
Modena. Per “Made in Italy” look firmato Vecchi

Le sorelle Francesca e Roberta hanno curato i costumi del film Questa sera al Victoria Ligabue in sala per la presentazione

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MODENA. “Vieni qua che ti faccio vedere dov'è il nostro pezzo di mondo” cantava Ligabue nella sua “Lambrusco e Pop Corn” nel 1997 e a distanza di oltre vent’anni questa strofa è ancora perfetta per introdurre il suo ultimo film “Made in Italy” da giovedì scorso nelle sale. Un film che è intriso di quel Lambrusco e di quel pop corn, di quell' Emilia e del Rock ‘n Roll, con tutto ciò che di stereotipato c’è in questi due termini, ma riletto con gli occhi di chi conosce perfettamente queste due realtà annullando ogni cliché.

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Girato nella pianura reggiana, il film è anche un po’ modenese grazie ai costumi curati dalle sorelle Francesca e Roberta Vecchi, che già avevano collaborato con il cantante-regista in “Radiofreccia” e “Da zero a dieci” e come sue personal stylist durante un tour. “Ritrovarci dopo tanti anni è stato emozionante” – raccontano – “il nostro legame non si era mai spezzato, ma la vita ci aveva portato a vivere progetti differenti e questo rinnovamento dell’amicizia ci ha dato una spinta notevole nell’affrontare la grande mole di lavoro che il film ha richiesto».

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Ligabue ha partecipato al vostro processo creativo? «E’ un uomo molto diretto e schietto, che sa quello che vuole in modo ben preciso, ma la sintonia d’intenti che ci ha guidati ha fatto sì che la nostra libertà coincidesse con le sue visioni immaginarie e abbiamo dato il meglio di noi stessi».

Ci sono alcuni elementi distintivi delle personalità di Riko (Stefano Accorsi) e di Sara (Kasia Smutniak) che sono stati espressi attraverso gli abiti di scena?

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«Chiunque abiti nelle nostre zone conosce un "Riko" e l'uso ad hoc di alcuni elementi che rientrano nell'immaginario rock come i jeans, i giubbotti di jeans, i richiami western come i colli di certe camicie, gli stivali hanno contribuito a dargli quell'allure da cowboy metropolitano ma di provincia che è servito a delinearne il carattere. La ricerca per il giusto anello da far indossare a Stefano è durata giorni e giorni.

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Per Kasia invece la gonna lunga di jeans o quella in pelle sono contestualizzate nell'ambiente in cui si muove che è profondamente reale, profondamente "di Correggio" sebbene la loro origine sia a stelle e strisce. Vestire una donna bella come lei e non cadere nell'effetto "modella uscita dalla rivista di moda" è stata una sfida interessante».

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È un film corale con tantissimi personaggi, ognuno con una propria identità bene precisa.

«Sì e abbiamo cercato di farla emergere attraverso i particolari del loro look, c'è chi indossa sempre le Havaianas, chi la giacca, chi le t-shirt vintage o semplicemente usate, c'è un uso particolare del colore rosso e di capi etnici, la collana con la carta da gioco è un altro rimando al mondo del rock così come il cappello che è un chiaro omaggio a Tom Waits, o la giacca con le frange indossata da Riko che ricorda quella di Roger Daltrey cantante degli Who».

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L'intero guardaroba è un mix di capi vintage, capi realizzati ex novo e di sartoria. Francesca e Roberta hanno lavorato così bene con gli attori del cast che Stefano Accorsi ha chiesto loro di curare la sua immagine durante il tour promozionale del film. Tour che stasera toccherà anche la nostra città con la presenza di Ligabue al Cinema Victoria alle proiezioni di "Made in Italy" delle 20 e delle 20.30.
 

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