Discarica, business da oltre 160 milioni
Finale. Feronia punta ad incassarne 144 per accogliere rifiuti speciali mentre il Comune è pronto a rinunciare ai suoi 18
FINALE. Il futuro dell’ampliamento della discarica di Finale passerà attraverso una decisione del Consiglio dei ministri. Quale sarà è ancora da capire soprattutto perché il Governo-Gentiloni si avvicina alla scadenza del proprio mandato e il tema appare piuttosto spinoso da affrontare durante una campagna elettorale. Ma il business del progetto proposto da Feronia, società partecipata dalle multiutility Hera e Sorgea, è immenso e vale economicamente tantissimo. Perché di soldi intorno ai terreni agli Obici ne sono sempre girati tanti fin dal primo acquisto e contestuale rivendita alla municipalizzata Sat - poi assorbita in Hera - che animò la campagna elettorale di metà anni 2000, fino all’accordo da quasi un milione - già sancito davanti ad un notaio - in cui Feronia si impegna a comprare terreni alla Partecipanza agraria di Piave per procedere all’ampliamento.
Affari e progetti che però impallidiscono di fronte a quanto la maxi discarica potrebbe garantire alla società di gestione e anche al Comune di Finale semmai dovesse arrivare il nullaosta del Consiglio dei ministri. Sul tavolo, infatti, c’è un piano da 1,8 milioni di tonnellate di rifiuti in parte urbani e soprattutto speciali non pericolosi che andrebbero raccolti sul libero mercato. Stando ad alcune stime effettuate tramite i dati elaborati dalle associazioni di categoria sul conferimento dei rifiuti all’inceneritore di Modena l’affare per Feronia potrebbe valere circa 144 milioni di euro. Per il municipio, invece, potrebbe esserci un introito garantito di circa 18 milioni di euro sottoforma di contributo di compensazione ambientale. Cifre che rendono gli interessi che ruotano intorno alla discarica, già inserita dalla Regione Emilia Romagna nel piano di rifiuti.
L’interlocutoria Conferenza dei servizi svolta nella sede di Arpae a Modena la settimana scorsa ha però ridimensionato di almeno 300mila tonnellate il progetto iniziale di Feronia, a cui eventualmente verrebbe affidata la messa in sicurezza della vecchia discarica senza però la possibilità di riempirla di nuovo dopo la bonifica. Allo stesso tempo il Comune di Finale ha già espresso un parere negativo sul piano di ampliamento, rinunciando a quegli ipotetici 18 milioni di euro a fronte di un impegno ambientale sottoscritto sia in campagna elettorale che in Consiglio comunale pressoché all’unanimità.
Palla quindi al Governo italiano che sarà chiamato a prendere una decisione definitiva in una vicenda che vede diversi attori in gioco. Perché come osservatori non paganti ed interessati ci sono anche gli altri sindaci soci di Sorgea, che vorrebbero la discarica per tornare ad ottenere dividendi dalla propria multiutility; c’è la Partecipanza agraria pronta ad incassare un milione dalla vendita dei propri terreni per l’ampliamento e c’è la stessa Hera che sul progetto Feronia ha strategicamente investito parecchio.(fd)
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