Modena, «Da ottobre scatterà lo stop dei diesel euro 4»
La decisione della Regione: «La manovra restrittiva è già stata approvata Smog record, solo finanziamenti straordinari aiuteranno a risolvere il problema»
MODENA. Sarà anche un vecchio ritornello, ma tutte le volte che lo sentiamo non ci fa piacere: Modena tra le 15 città più inquinate d’Italia, sforamenti a raffica per pm10 e ozono.
E non fa piacere nemmeno all’assessore all’ambiente Giulio Guerzoni, perché di parole da dire ce ne sono davvero poche. Una volta, giustamente, nel mirino c’erano i “blocchi del giovedì”. Oggi la manovra è assai più aspra, le restrizioni sulla carta più rigorose, ma i risultati stentano perchè il problema è strutturale: mancano i soldi. Le condizioni meteorologiche del 2017, con lunghi periodi con condizioni di alta pressione, assenza di precipitazioni e scarsa ventilazione, sono state particolarmente sfavorevoli alla qualità dell’aria. Per questo motivo il numero di giornate con condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti è stato nel 2017 particolarmente elevato.
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Il 2017 si è concluso infatti con 83 giorni di superamento del valore limite giornaliero per le polveri PM10, pari a 50 microgrammi per metro cubo, quindi ben oltre il numero massimo fissato dalla norma pari a 35 giorni.
Assessore Guerzoni, si continua a parlare di finanziamenti per salvare le nostre città dall’inquinamento, ma non arrivano cifre che possano fare la differenza.
«Il rapporto di Legambiente dice cose note e conferma un problema generale che abbiamo come pianura padana. Non è un caso che delle 39 città sotto il monitoraggio le prime 25 siano tutte del Nord e del bacino padano. E queste città hanno amministrazioni di destra, sinistra, M5s… in quel rapporto si continua a dire che esiste un problema grave ambientale nel nord Italia, Ma siamo lontani dal risolverlo».
Quindi?
«Quindi dovrebbe essere anche questa campagna elettorale a porre l’attenzione su un tema trasversale che non può avere bandiere. I sindaci di qualunque partito non ce la fanno da soli, serve una presa di posizione comune per il bene di tutti. Per questo mi auguro che chi andrà a Roma porti sul tavolo la situazione delle nostre città, che hanno bisogno di un aiuto serio e concreto: senza soldi non si può fare molto di più. Noi continuiamo a fare coi soldi che abbiamo le ciclabili e la mobilità elettrica, ma senza una strategia più complessiva che dia risorse ai sindaci di quelle città non ci saltiamo fuori. Viviamo una situazione diversa dagli altri e non possiamo essere trattati allo stesso modo».
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Legambiente disegna un quadro preoccupante.
«Dice che bisogna lavorare sulle emissioni delle auto e dei riscaldamenti. Ma non diamo la colpa ai sindaci se non ci sono soldi per la sostituzione di ciò che oggi inquina. Legambiente, però, non tiene conto di una cosa, che non consola ma va detta».
Dica.
«Nonostante gli episodi acuti verificatesi nel 2017, è positivo il dato relativo al valore limite della media annua di PM10, pari a 40 microgrammi per metro cubo, che è stato rispettato in tutte le stazioni della rete di monitoraggio confermando il trend degli ultimi anni. L’ultimo superamento di questo limite risale infatti al 2012. Quindi ci sono gli sforamenti giornalieri, ma la media annua è al di sotto del limite di legge».
Cambierà qualcosa nelle politiche adottate nei prossimi mesi?
«Il piano regionale che è già stato approvato a Bologna dice che da ottobre 2018 si fermeranno anche i diesel euro 4, ulteriore stretta al traffico veicolare. Indietro non si torna, è da Roma che devono arrivare nuovi finanziamenti».
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