Quella gru che minaccia le Poste
Il macchinario incombe sui dipendenti che accedono agli uffici
SAN FELICE. Da circa 20 giorni sono iniziati i lavori di ricostruzione della Torre trecentesca di via Terrapieni e adiacente palazzina. Qualche passante, però, ha notato qualcosa di preoccupante. Nel cantiere, infatti, operano alte gru per lo spostamento di carichi pendenti anche molto pesanti, come pallet pieni di mattoni da un piano all’altro dello stabile. Proprio sulla testa di chi usa il vicino sottopassaggio per recarsi al lavoro. Si parla dei 20 dipendenti delle Poste, 13 dei quali portalettere, unica attività rimasta aperta dalle parti di via Terrapieni dopo il terremoto.
Le gru si muovono, sebbene ad altezza rilevante, sullo stretto sottopassaggio che dal retro dell’ufficio conduce i dipendenti nei locali e all’ingresso. A loro protezione è stata posta una tettoia, o meglio è stata ricavata una specie di pensilina grazie ai ponteggi montati con il cantiere. Pensilina ritenuta però dai più insufficiente a preservare l’incolumità dei lavoratori delle Poste qualora - disgraziatamente - dovesse succedere un incidente o uno dei carichi sollevati dalle gru precipitasse. (vale c.)
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