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Roghi dolosi sulle auto, un altro caso risolto

Non è il primo caso di incendio d’auto a cui i carabinieri di Pavullo sono andati sotto scoprendovi dietro una storia inquietante, anche se mai di questa gravità. Il precedente è di un anno e mezzo...

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Non è il primo caso di incendio d’auto a cui i carabinieri di Pavullo sono andati sotto scoprendovi dietro una storia inquietante, anche se mai di questa gravità. Il precedente è di un anno e mezzo fa, e tratta in realtà di due incendi d’auto subiti dalla stessa persona, un operaio 36enne, nel giro di tre mesi. Il primo la notte tra il 20 e il 21 febbraio 2016, con il rogo di un’Audi A4 parcheggiata in via Fermi. Il secondo la notte tra l’8 e il 9 maggio, ai danni dell’Alfa 156 che il 36enne aveva parcheggiato in via Marconi, sotto alle scuole medie, parimenti distrutta. Le indagini condotte dal Nucleo operativo, anche in questo caso sia con tecniche tradizionali che con l’ausilio della tecnologia, avevano portato alla luce un quadro sorprendente: dietro tutto c’era un 48enne pavullese che aveva reclutato per l’occasione due scagnozzi magrebini (di 26 e 29 anni), pagandoli bene per appiccare il fuoco. Che voleva essere una sorta di punizione nei confronti del 36enne per una mera questione sentimentale: il mandante non sopportava che si fosse messo con la sua ex moglie. (dm)

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