Gazzetta di Modena

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«Strage in piazza causata dal perno dell’auto»

La difesa: «Altri disabili hanno raccontato problemi analoghi». L’accusa: «Il freno funzionava bene» 

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Un intenso testa a testa tra difesa e accusa è andato in scena ieri durante una nuova udienza del caso che vede imputata Teresa Forghieri, l’anziana disabile che, alla guida della sua Fiat Panda, partì dal Duomo di Carpi per schiantarsi contro un palo, in prossimità del bar Dorando, provocando una strage. Era il 25 aprile 2011 quando la Panda guidata dalla donna, difesa ieri in aula dagli avvocati Fulvio Orlando e Massimo Vellani, piombò come una scheggia impazzita: persero la vita Enzo Grossi, Giovanni Faglioni e Gianni Bencivenni. Ieri davanti al giudice Andrea Scarpa sono stati chiamati ad argomentare le diverse tesi i periti Silvano Simoncini e il medico legale Erjon Radeshi per l’accusa e l’ingegner Efrem Fornero e la dottoressa Angiolina D’Andrea per la difesa.

Simoncini ha illustrato i termini di una risposta ottenuta dalla Fiat circa il modello guidato dall’anziana. «Viene spiegato - conferma il perito - che con il freno si accendono gli stop posteriori e contemporaneamente viene ridotta l’alimentazione al 10%. Vale a dire, che il pedale del freno non va fuori uso ma, anzi, funziona regolarmente».

I medici legali hanno poi rievocato i dettagli del giorno in cui è stato ricostruito il tragico episodio del 25 aprile. In quella circostanza, è stato rilevante che la Forghieri fosse seduta su un cuscino, portato dalla nipote per ripararla dai frammenti istologici e dai vetri presenti in auto. Cuscino che non aveva al momento dell’incidente quando, come sostiene l’accusa, avrebbe potuto toccare con la gamba destra, insensibile a causa di una poliomelite che ha debilitato l’anziana da bambina, un perno, in gergo tecnico denominato asta di leveraggio. Di questo perno, posizionato sulla destra dell’abitacolo, la donna, che al momento del grave impatto indossava uno scarponcino che rendeva ulteriormente insensibile il piede, ignorava l’esistenza, secondo la difesa. E se durante la ricostruzione dell’incidente la donna non ha toccato spontaneamente l’asta, come sostenuto dall’accusa, durante l’impatto avrebbe potuto invece toccarla, perché in posizione più bassa data l’assenza del cuscino.

L’avvocato Fulvio Orlando, poi, ha mostrato tre segnalazioni pervenute da altrettanti proprietari di Fiat Panda in situazioni analoghe a quella di Forghieri. Uno dei casi riguarda una donna che ha provocando un incidente, ignorando l’esistenza di quest’asta di leveraggio che, premuta, ha provocato un incidente.

Serena Arbizzi

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