Caso Consip, risvolti modenesi Scafarto smentisce la pm Musti
Avranno risvolti anche modenesi le dichiarazioni del maggiore Scafarto dei carabinieri, in replica a quelle rilasciate dal procuratore di Modena, Lucia Musti, che aveva testimoniato accusandolo in...
Avranno risvolti anche modenesi le dichiarazioni del maggiore Scafarto dei carabinieri, in replica a quelle rilasciate dal procuratore di Modena, Lucia Musti, che aveva testimoniato accusandolo in sostanza di voler inguaiare l’allora premier Renzi.
«È storicamente provato che ho incontrato l’ultima volta il procuratore di Modena, Lucia Musti, l’11 luglio del 2016 e che gli strumenti per le intercettazioni ambientali nell’ufficio di Romeo sono stati installati il primo agosto 2016. Quella che riguarda Tiziano Renzi è del 3 agosto. Dunque, l’11 luglio del 2016 il nome del padre di Matteo Renzi non esisteva affatto in questa inchiesta». Il maggiore dei carabinieri, ex Noe, Gianpaolo Scafarto, si è difeso così, ieri, lasciando la cittadella giudiziaria di Roma dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip per la vicenda Consip. Musti lo definì “spregiudicato” perché disse che sul caso Consip “scoppierà un casino, arriviamo a Renzi”. Il militare si riferisce a quanto dichiarato dal procuratore il 17 luglio davanti alla prima commissione del Csm. Parlando dell’incontro avuto con Scafarto e del colonnello Sergio De Caprio nei suoi uffici, Musti (riferiscono le agenzie di stampa) i due carabinieri come “molto spregiudicati, con un delirio di onnipotenza”, aggiungendo che “erano esagitati, non mi piaceva neanche il rapporto con l'autorità giudiziaria che avevano. Scafarto mi parlò della vicenda Consip dicendomi “scoppierà un casino, arriviamo a Renzi”. Ma per Scafarto i tempi per rendere fondate quelle dichiarazioni sono impossibili.
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