Gazzetta di Modena

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Rubrica Fuori Classe / Quando il fumetto diventa terapia: la storia di Gian Luca

Francesca Morselli*
Una delle copertine della collana di fumetti editi dall'Ausl
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Una delle copertine della collana di fumetti editi dall'Ausl

“Fumetto collettivo”, il progetto che lotta per superare i pregiudizi sul disturbo mentale, è una delle realtà dei centri di salute mentale dell'Ausl di Modena

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Cinque utenti, un’idea e una passione. Da qui nasce il progetto “Fumetto collettivo”, portato avanti presso il Centro Salute Mentale Modena Est da Gian Luca Bozzoli, infermiere professionale presso il CSM e fumettista nel tempo libero. L’attività, curata dall’Azienda USL di Modena, ha visto la partecipazione di un piccolo gruppo di utenti del centro coordinati da alcuni volontari che hanno dato vita, nel corso di un anno e mezzo, a sette fumetti confluiti in una vera e propria collana, “Le Storie della Mente”.

Tutto nasce da un’ispirazione avuta da Bozzoli guardando un film, che lo ha portato a ideare un progetto che affrontasse la problematica del disturbo mentale senza pregiudizi e preconcetti ma che raccontasse in modo semplice e diretto come le persone vivono una certa situazione di difficoltà. Nata come forma di terapia di gruppo, lo scopo primario dell’attività era naturalmente quello riabilitativo. Avere la possibilità di esternare le proprie paure e sensazioni, parlare delle situazioni difficili vissute ogni giorno, si è rivelato infatti estremamente efficace per gli utenti coinvolti, al fine di affrontare i propri problemi consapevoli soprattutto di non essere soli e consci di poter trovare una soluzione ai loro disagi.

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Bullismo, depressione, psicosi, ansia, disturbi dell’alimentazione, insonnia e ipocondria sono i temi trattati all’interno dei numeri già usciti in forma cartacea. Le storie, basate su esperienze reali degli utenti, affrontano problematiche in cui molte persone possono ritrovarsi e che non vengono trattate solo in un’ottica clinica. Altro aspetto fondamentale del progetto è infatti la prevenzione, rivolta principalmente ai giovani, ossia quella fascia d’età in cui cominciano a manifestarsi i primi sintomi che possono portare allo sviluppo di vere e proprie malattie. Essenziale in questo senso è dunque la sensibilizzazione tra gli adolescenti nei confronti di tematiche spesso approcciate con paura e pregiudizi che portano talvolta a gravi casi di emarginazione.

Da ciò deriva pertanto anche la scelta di una forma di narrazione come il fumetto “che permette maggiormente un approccio informale e immediato – afferma Bozzoli - e un taglio umoristico ma che non trascende la funzione educativa”. Punto focale del progetto è rinnovare quindi la mentalità e abbattere i tabù che solitamente avvolgono il problema del disturbo mentale. E il luogo di partenza per far ciò non può che essere la scuola. A tal fine è dovuto dunque l’invito del coordinatore del CSM Rocco Vergine, nonché referente dell’iniziativa i

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nsieme a Bozzoli, di portare il progetto nelle classi. In fase di preparazione si trovano inoltre nuovi numeri, che presentano temi molto vicini ai giovani come il disturbo derivante dall’uso compulsivo del telefono. Di certo non si tratta di un lavoro semplice o poco faticoso, sia da un punto di vista fisico che psicologico. Scrivere, sceneggiare e disegnare ogni singolo fumetto richiede infatti circa tre mesi, durante i quali gli utenti sono chiamati a mettersi in gioco in tutto e per tutto, a rivelare le loro esperienze più difficili al servizio non solo di se stessi ma di un’intera comunità.

* studentessa 5CL linguistico liceo Muratori San Carlo

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