Così il consiglio degrada sulle offese personali
Era un consiglio politicamente atteso, questo sì, perchè la delibera sul bosco di Vaciglio si sapeva che avrebbe prodotto qualche corto circuito elettorale. Ma nessuno si aspettava che la discussione...
Era un consiglio politicamente atteso, questo sì, perchè la delibera sul bosco di Vaciglio si sapeva che avrebbe prodotto qualche corto circuito elettorale. Ma nessuno si aspettava che la discussione degenerasse su questioni personali al punto da sentire volare parole grosse.
A surriscaldare il tema ci aveva pensato già l’urbanistica, con Muzzarelli che rivolgendosi a Pellacani aveva detto «spero che i miei nipoti non vengano a lezione da lei se è così superficiale nel parlare di leggi». Pellacani, avvocato e professore, non l’ha presa bene e ha risposto per le rime: «Vengo criticato sulla professionalità da uno che non ha mai lavorato». «Non dire cazzate - ha urlato il sindaco - io sono ancora un dipendente della Banca Popolare dell’Emilia Romagna». E Pellacani: «Lei sindaco è davvero simpatico e divertente». E ancora Muzzarelli: «La sua è un’offesa a chi fa l’amministratore, li considera evidentemente tutti coglioni». Teatrino finito, si pensava che più in basso di così non si potesse andare, e invece si è cominciato a parlare di regimi totalitari, ed è andata decisamente peggio... (d.b.)
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