Modena, Fabio Nini e la sua vita “sospesa”
Tatuato dalla testa ai piedi ha scoperto la passione per la “body suspension”
MODENA. Fabio si guarda intorno un po' spaesato. Sono due anni che non torna in città: ”Sto meglio in montagna con mia moglie e i nostri animali, con Carmelo”. A fianco di noi prende posto una famigliola della domenica, al completo. Ordinano, ma ci sono i bambini che piangono e allora si accomodano tutti ad un altro tavolo dall'altra parte del locale. Tutto normale: «La gente quando mi vede cambia marciapiede perché mi crede drogato, alcolizzato, violento, scappato di casa, matto da legare, satanista». Fabio Nini è titolare dello studio di tatuaggio e piercing “Only for friends” situato nelle verdi alture di Selva Serramazzoni dove con la compagna si prende cura dei suoi cani e del maialino vegano Carmelo. «Si nutre solo di crusca e frutta ma non posso impedire che mangi anche qualche insetto ogni tanto».
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Fabio è vegano non militante: «Non obbligo nessuno a pensarla come me, sono libertario». Ha una barba folta ed è ricoperto di tatuaggi e perforato in ogni dove del suo corpo, incluso il viso e le parti intime. «Solo la schiena, il sedere e il piede sinistro non sono tatuate». Sulla fronte ha due piccoli impianti di silicone a forma di corna, sul mento un anello dilatatore mentre sull'orecchio destro ha un tatuaggio che raffigura un interruttore elettrico con inciso On/Off. Seduto in un bar del centro storico, Fabio sorseggia un succo di frutta e si racconta: «Sono uno Straight edge quindi, nonostante le apparenze, non mi drogo, non bevo, non fumo, mangio vegano e mi sospendo».
Per celebrare questa sua passione si è fatto tatuare sul petto: “Body art saved my life”. Intorno alla scritta ci sono dei bisturi incrociati. «Si tratta del tatuaggio a cui tengo di più perché effettivamente la body art mi ha salvato la vita. Venivo da un momento di depressione giovanile ed è stato mio padre ha propormi il primo piercing. Era un modo per svoltare», spiega Nini per il quale il passo fra tatuaggio, piercing e sospensione è stato lineare..
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Fabio Nini pratica la body supension, una forma estrema di body art. «È una pratica che ha radici antiche e religiose in India e fra i nativi americani, legate al sacrificio, alla mortificazione del corpo, all'espiazione e al coraggio». In sostanza si tratta di nuovi fachiri che si lasciano inserire grossi aghi di acciaio a livello sottocutaneo. Una morsa agganciata a delle robuste funi da montagna in grado di reggere la sospensione del corpo umano e sfidare la legge di gravità. In Occidente, soprattutto in Europa del Nord, è una sottocultura che nasce negli ambienti punk e gotici, fetish e Bdsm nonché nel sottobosco delle scene rave più radicali dove il tatuaggio e il piercing sono più che una pratica simbolica. Per Fabio Nini, la sospensione del corpo rappresenta invece una condizione solitaria, ascetica, meditativa e succedanea al semplice piercing.
Placido come un monaco buddista Fabio Nini si lascia levitare a due metri di altezza appeso con degli uncini alla pelle della schiena, e chiude gli occhi: «Quando mi sospendo spengo l'interruttore. Entro in uno stato di trance catatonica: è meglio di una settimana in una spa».
A Modena sono una decina i praticanti di questa nicchia culturale dove la body art viene portata alle sue più estreme conseguenze, come la modificazione e la sospensione del corpo. Alcuni hanno portato la pratica in luoghi pubblici, altri invece preferiscono farlo in privato, negli studi di tatuaggio. ”In sé, l'estetica è molto suggestiva, perché vedere un corpo appeso per aria colpisce tutti. Ma c'è anche una carica simbolica e una narrazione metaforica che evoca la resurrezione e la liberazione corporea e che gioca sul contrasto della materia: la carne e il freddo acciaio”. Non c'è spazio per l'esibizionismo; per coloro che vogliono provare per farsi un selfie sospesi da postare sui social, le porte sono chiuse. Nello studio di Fabio Nini si predispongono sessioni private di body suspension. «Ci capita di compiere delle iniziazioni a persone che vogliono provare la sensazione corporea e godersela in intimità con il nostro supporto: la body suspension non si fa mai da soli ma sempre in gruppo e in sicurezza». L'intero processo dura più di due ore e comincia con un esercizio di respirazione dell'iniziato e dalla stretta osservanza di tutte le norme igieniche come la sterilizzazione dei materiali. Ci sono poi accorgimenti fisici da considerare. «Le persone che vogliono avvicinarsi a questa forma di body art devono essere consapevoli, convinte e sane di spirito. E poi devono essere sobrie e senza acciacchi perché comunque si possono verificare inconvenienti come strappi e dolori a cui uno non è necessariamente abituato». Fabio finisce l'aranciata, sono le 13, si alza e saluta. Deve tornare in montagna a dar da mangiare a Carmelo, il suo maialino vegano.
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