I sindacati: «Accordi traditi Ora agitazione poi sciopero»
PAVULLO . Nuovo strappo tra sindacati e Unione del Frignano. «Nell’ultimo incontro – accusano Fp Cgil, Cisl Fp e Sulpl, il sindacato di polizia - la delegazione dell’Unione ha impedito ogni...
PAVULLO . Nuovo strappo tra sindacati e Unione del Frignano. «Nell’ultimo incontro – accusano Fp Cgil, Cisl Fp e Sulpl, il sindacato di polizia - la delegazione dell’Unione ha impedito ogni possibilità di accordo sulle questioni poste da tempo, che riguardano la polizia municipale e i servizi sociali». Per questo, in accordo con i lavoratori, è stata decisa la sospensione di ogni prestazione straordinaria dal 9 al 26 febbraio, non escludendo lo sciopero se non si troverà un accordo nell’incontro in programma il 7 febbraio, cui dovrebbero essere presenti i sindaci. «Sono venute meno le condizioni per il confronto serio e costruttivo in cui speravamo dopo l’intesa dell’1 dicembre 2017 in Prefettura, che aveva portato alla revoca dello stato di agitazione», incalzano Claudio Pasquesi (Fp Cgil), Vincenzo Tagliaferri (Cisl Funzione pubblica) e Federico Coratella (Diccap Sulpl), insieme alle rsu.
«Ad oggi non c’è una soluzione credibile per le sedi, per il problema dei messi comunali, per l’orario dei servizi sociali e per quanto altro contenuto nel nostro documento sui servizi tecnici e amministrativi consegnato all’Unione».
I sindacati ricordano di aver proposto soluzioni che consentirebbero risparmi, come l’accordo sottoscritto a giugno 2017 e disatteso nella sua applicazione, che si poneva l’obiettivo di ridurre le prestazioni straordinarie.
«La trattativa – replica il presidente dell'Unione, Leandro Bonucchi – è saltata perché al tavolo di gennaio i sindacati si sono presentati, a sorpresa, con due esposti all’Ausl per le condizioni della sede della Pm e di quella dei servizi sociali. Non è stata certo una modalità d’aiuto all'incontro. Allora abbiamo detto: stop a tutto e attendiamo i risultati dei sopralluoghi Ausl. Al di là di questo, Pm e sociale fanno capo a convenzioni in scadenza e su cui c’è già la volontà, nel rinnovo, di affrontare le problematiche, facendo perno magari su un’organizzazione legata ai sub-ambiti territoriali. Ricordo però che, fino a prova contraria, la disposizione dei servizi compete alle istituzioni, non ai sindacati». (dm)
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