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Modena, si fratturò femore a 2 anni: l’asilo nido deve risarcirlo

di Carlo Gregori
Modena, si fratturò femore a 2 anni: l’asilo nido deve risarcirlo

I genitori lo trovarono piangente ma il personale oltre a minimizzare non li avvisò I medici in ospedale riscontrarono la rottura. Il giudice: 20mila euro di danni

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MODENA. Una mattina l’asilo nido chiama i genitori avvisandoli che il loro bambino di due anni non sta in piedi e piange. Il padre corre ma si accorge subito che il bimbo ha un grave problema a una gamba e non è ancora stato chiamato un medico. Il personale dell’asilo dice di non sapere cosa è accaduto e spiega solo che il bambino si è messo a sedere da solo senza aver avuto incidenti con altri bambini. Ma all’ospedale si scoprirà che una gamba è fratturata. E così i genitori fanno causa all’asilo per non aver vigilato sul figlio. Il giudice ora condanna l’istituto a un risarcimento di quasi 20mila euro.

La sentenza, depositata da poco, arriva sette anni dopo i gravi fatti capitati al bambino, allora di due soli anni, che frequentava un noto asilo nido in città.

La chiamata ai genitori non era stata seguita da nessuna spiegazione concreta di cos’era successo, ma solo da vaghe ipotesi: «Il bambino si era messo improvvisamente a sedere - spiega la cooperativa che gestisce l’asilo nel suo documento al giudice - a causa di un cedimento della gamba destra, forse dovuto a una torsione, senza che vi fosse stata alcuna collisione con oggetti o con altri bambini. Le educatrici pertanto non avrebbero potuto far nulla per impedire l’evento». Il giudice però nota subito che il bambino era dentro l’asilo e quindi sotto la custodia del personale e lì dentro quel giorno di maggio del 2011 si è rotto il femore. Il consulente medico legale «ha escluso in maniera assoluta che la frattura del femore sia potuta avvenire spontaneamente». Probabilmente è stata dovuta a un “trauma indiretto” come una torsione del corpo con un piene bloccato. La versione del personale scolastico invece risulta inattendibile. La cooperativa è quindi ritenuta responsabile anche se le modalità concrete della frattura restano ignote. Il calcolo dei danni deve tenere conto del fatto che il bambino di due soli anni ha subito due ricoveri ospedalieri per curare il femore rotto e per sottoporsi a trazione oltre che al gesso e a una terapia medica per il recupero. La frattura ha causato nell’immediato un’invalidità del 3%. Ma il danno va anche considerato, spiega il giudice, «come menomazione dell’integrità psico-fisica della persona in sé e per sé». Un danno quindi non solo economico ma anche «biologico e relazionale». A questo si somma anche un danno morale che va calcolato nella sofferenza provata dal bambino per le lesioni alla gamba. «Si tratta di sofferenze strettamente legate alla tensione fisica» ma che non sono ricomprese nel danno biologico: per questo il calcolo della liquidazione del danno biologico va “appesantito”. In tutto si arriva a quasi 12mila euro. A questi si aggiungono 2mila euro per genitori. Con rimborsi, spese e rivalutazioni, il calcolo finale è di quasi 20mila euro.
 

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