Nella corsa all’elettore c’è il “jolly del campanile”
L’80% dei candidati è “nostrano”, ma il caso paracadutati scatena le polemiche Dell’Orco M5S provoca i rivali: «Da noi solo Dom: candidati di origine modenese»
Due su quattro per Pd e alleati, en plein per M5S e Liberi e Uguali, solo uno su quattro per il centrodestra. E’ il numero dei modenesi candidati nei collegi uninominali della nostra provincia (Bassa-Alto ferrarese, Modena e Sassuolo-Appennino per la Camera, più il collegio modenese al Senato, mentre non abbiamo preso in considerazione il collegio Reggio-Carpi, a forte trazione reggiana) per le principali forze in campo alle elezioni politiche del 4 marzo. Per democratici e alleati, dunque, in campo ci sono Stefano Vaccari ed Edoardo Patriarca (modenese acquisito), mentre i “paracadutati” sono i ministri Beatrice Lorenzin e Claudio De Vincenti. Il M5S schiera invece tutti modenesi - Vittorio Ferraresi, Enrica Toce, Michele Dell’Orco e Claudio Brandoli - e la coalizione di centrodestra solo uno, ovvero il leghista Stefano Corti al Senato, anche se Ylenja Lucaselli, candidata a Modena per la Camera, ha un legame con la città dovuto ai suoi studi all’Unimore. Nella Bassa e a Sassuolo il centrodestra schiera invece il ferrarese Emanuele Cestari e la reggiana Benedetta Fiorini. Candidati tutti modenesi - Lorenzo Campana, Maria Cecilia Guerra, Diego Capponi e Paolo Trande - invece, per Liberi e Uguali. Considerando tutte le forze in campo negli uninominali della nostra provincia, comunque, la percentuale di candidati modenesi supera l’80%, anche perché le liste dei “piccoli”, non avendo posti sicuri in cui sistemare i big nazionali, hanno puntato tutto sul locale (anche se in qualche caso si è dovuto ricorrere a candidati da province vicine perché i modenesi disponibili... non c’erano). E proprio a proposito di “modenesità”, il M5S ha lanciato la campagna “Vota candidato Dom”, ovvero “candidato di origine modenese”. «Sono assolutamente indignato - spiega il promotore dell’iniziativa Michele Dell’Orco, candidato alla Camera nel collegio uninominale di Sassuolo - davanti all’infornata di paracadutati arrivati in Emilia e in particolare a Modena a rubare voti. La scelta sbagliata delle candidature fatta da Pd e centrodestra non è solo una questione interna ai partiti, ma comporta una manipolazione della classe dirigente del Paese ed è una questione di rappresentanza dei territori. Dopo la romana Lorenzin e il ministro per il Mezzogiorno De Vincenti per il Pd - attacca Dell’Orco - anche il centrodestra ha fatto la sua mossa, inviando a Modena la sconosciuta tarantina Lucaselli e Vittorio Sgarbi, l’uomo che si sposta dove tira il vento. Mi sento un po’ un animale in via di estinzione: tra le grandi forze politiche sono praticamente l’unico modenese di Formigine candidato nel collegio di Sassuolo. Per origine modenese - chiude il pentastellato - non intendo per forza nato e cresciuto a Modena, ma almeno residente, una persona che abbia fatto dei nostri territori la sua casa e che quindi dia garanzia di difenderli e proteggerli».
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