Uccellari: «Il Comune mi ha abbandonato»
Serramazzoni. Imputato per il maxi abuso edilizio di Casa Morandino, accusa: «Ho perso 8 milioni»
SERRAMAZZONI . «La vicenda giudiziaria di Casa Morandino mi ha creato un danno da 8 milioni di euro».
Così ieri l'imprenditore Remo Uccellari ha quantificato il peso economico dell’inchiesta che ha portato dal 2012 al sequestro di 36 appartamenti sorti in questa zona di San Dalmazio, uno dei casi che ancora contraddistinguono il maxi processo sull'urbanistica di Serra. Imputati, oltre a Uccellari, l’ingegnere progettista Daniele Zanni e l’ex responsabile del Servizio urbanistica ed edilizia Enrico Tagliazucchi. Uccellari si è fatto interrogare ripercorrendo il caso dalla genesi: «Tutto è partito da un’agenzia immobiliare di Serra che mi propose di investire in un piano che avrebbe portato opere a servizio della comunità (come oneri: a partire dalla nuova strada e i parcheggi di servizio per scuole e cimitero già realizzati e ceduti al Comune, ndr) ma anche appartamenti che si sarebbero venduti bene: 1.900 euro il prezzo al metro, e prima dello stop ai lavori ne avevamo già venduti la metà. Di fronte a un costo del terreno di 700-800 euro al metro, alto per via delle opere aggiuntive, la marginalità non sarebbe stata grande, ma ben calibrata: il 7-10% sugli 8 milioni d’investimento» ha quantificato, su domanda precisa dell’avvocato Andrea Mattioli, parte civile per il Comune.
Il blocco ha creato «disastri economici» all’impresa che però, come ha fatto notare il pm Claudia Natalini, già dal 2010 aveva fatto richiesta di concordato preventivo. «Sentivo la crisi, ma le banche mi sostenevano – ha abbozzato Uccellari – condividendo le valutazioni sulla bontà del progetto».
In realtà, i lavori si erano già fermati prima dei sigilli per il clamoroso abuso edilizio, perché nell’agosto 2011 lo stesso Tagliazucchi emise un provvedimento di sospensione, «perché la licenza era scaduta – ha spiegato Zanni – e perché le polizze fideiussorie dovevano essere rinnovate».
Uccellari ha detto di essersi cimentato con l'ambizioso piano da “neofita” dell’edilizia, arrivando da un’esperienza imprenditoriale nel campo della refrigerazione industriale: «Mi sono affidato ai tecnici» ha puntualizzato, aggiungendo: «Non ho mai trattato con Tagliazucchi».
«E con l'assessore Fornari?» gli ha chiesto il pm.
«Visto che si parlava di un intervento importante su San Dalmazio, era naturale che cercassi di capire il clima del paese. Sapendo che lei era di lì, l’ho conosciuta per parlare delle opere da fare, ma sempre mettendo avanti il mio tecnico», ha risposto.
Poi ha parlato anche del famoso inceneritore che doveva generare energia per le palazzine: «A un certo punto il progetto non piaceva più: c’è stata la sollevazione popolare ma non ho capito perché il Comune mi abbia girato le spalle. Mi aveva sempre appoggiato, poi tutto a un tratto ha cambiato idea». (dm)
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