Un 23enne di Vignola picchiò e rapinò barista
Partecipò, con un ventenne, all’assalto in un locale a Sant’Ilario, nel reggiano Ha l’obbligo di firma. Con loro anche due ragazze che fecero da complici
VIGNOLA. Arresto per un reggiano ventenne e un obbligo di firma per un 23enne di Vignola: per entrambi l’accusa di concorso in rapina aggravata e lesioni personali gravissime. Sono scattate le prime conseguenze penali a carico dei due autori materiali della violenta rapina ai danni di Raffaele Bertani, 37 anni, titolare del bar Tazza d’oro in piazza dlela Repubblica a Sant’Ilario, pestato a sangue a suon di calci e pugni per un bottino di appena 10 euro.
Il fatto era accaduto la notte del 18 novembre scorso, quando in un locale del paese il barista era stato avvicinato da una ragazza (poi rivelatasi 16enne), che in realtà era “l’esca” della banda, con il compito di farsi aprire il bar – a quell’ora chiuso – per consentire ai complici, tra i quali il fidanzato, di mettere a segno il colpo.
La minorenne aveva detto di voler bere qualcosa ed era entrata nel bar “La tazza d’oro”, con il titolare che aveva chiuso la porta a chiave dall’interno. Pochi secondi dopo, sentendo bussare, Bertani ha aperto, trovandosi di fronte due sconosciuti travisati che lo avevano gettato a terra e pestato selvaggiamente con calci e pugni. I due erano poi fuggiti con il registratore di cassa, assieme alla minorenne che fingeva di inseguirli, raggiungendo un’utilitaria che li attendeva in piazza IV Novembre (la piazza adiacente) con una 20enne alla guida. Alle 2.30 la vittima, ridotto a una maschera di sangue, aveva allertato il 112.
Raffaele Bertani aveva riportato una prognosi di ben 40 giorni, avendo riportato importanti fratture facciali e il sospetto perforamento della trachea. Era rimasto ricoverato a lungo prima al Maggiore di Parma e poi al Santa Maria Nuova di Reggio.
I militari avevano subito iniziato le indagini e, grazie alle telecamere comunali della piazza adiacente che avevano immortalato l’azione, erano riusciti ad identificare in tempi record i componenti della banda: la 16enne “esca”; il fidanzato di quest’ultima, un 20enne reggiano; l’amico 23enne domiciliato a Vignola; la 20enne alla guida dell’auto. Il cassetto del registratore di cassa, contenente 10 euro, grazie alle prime parziali ammissioni era stato trovato abbandonato lungo la strada provinciale per Montecchio, completamente distrutto e con all’intermo pochi centesimi.
I quattro giovani però – le ragazze sono incensurate – erano stati denunciati (sempre per rapina aggravata in concorso e lesioni gravissime) e non arrestati perché mancava la flagranza di reato.
Ora, alla luce di altri elementi raccolti dai carabinieri di Sant’Ilario a carico della banda, il pm Giulia Stignani ha ottenuto dal Gip Luica Ramponi i provvedimenti cautelari a carico degli autori della violenta rapina, cioè i due giovani, mentre le ragazze incensurate restano indagate nel medesimo procedimento.
A differenza del complice ventitreenne di Vignola a cui è stato imposto l’obbligo di firma, Marcelo Cardozo, 20enne di origini uruguayane residente a Bibbiano, è finito in carcere in quanto considerato la “mente” del piano e in considerazione dei precedenti penali, seppur lievi, che ha collezionato da minorenne. Per lui oggi in carcere si terrà l’interrogatorio di garanzia.
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