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FONDERIE DI VIA ZARLATI 

“RespiriaMo” attacca Moretti

“RespiriaMo” attacca Moretti

Costetti: «Dal presidente parole inaccettabili, sa tutto degli odori»

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«Dalle inaccettabili parole usate dal signor Moretti è possibile trarre almeno un lato positivo: finalmente l’azienda esce dall’ombra nella quale è rimasta fino ad oggi, sebbene dal lontanissimo 2004 si parli formalmente di ricadute sulla salute provocate dalla Fonderia (Arpa e Usl) e negli anni si siano susseguiti svariati comitati». Non si è fatta attendere la replica del comitato “RespiriaMo aria pulita” al presidente delle Fonderie riunite della Madonnina, che giovedì scorso si è sfogato dopo tanti mesi di battaglie, annunciando la volontà di restare a Modena anche dopo il 2022, quando l’impianto di via Zarlati dovrà chiudere.

«A parte il fatto che l’annuncio di trasferimento a Padova ha dato ai più l’impressione che l’azienda abbia altri intenti - spiega la portavoce, l’avvocato Chiara Costetti - ciò che più ci indigna è la candida ammissione del presidente di sapere benissimo cosa causi questi odori, dimostrando una spudoratezza comune solo a chi sa di essere finora riuscito sempre e comunque a cavarsela. Il presidente, ribaltando il ruolo delle parti e tentando di far apparire gli aderenti al comitato come “i cattivi” di un film di serie B, chiede solamente di essere lasciato in pace e di poter godere, nei prossimi quattro anni, di tranquillità. Ma la tranquillità del presidente - aggiunge la portavoce del comitato - dipenderà da quella dei residenti, che non dovranno mai più avere problemi collegati alle Fonderie. E che dire del regalo che il signor Moretti si trova sotto i piedi? Un terreno edificabile - conclude la Costetti - prima dell’accordo blindato».

E a intervenire sul caso Fonderie è anche il segretario del circolo Pd della Madonnina Gianluca Fanti: «La strada intrapresa dall’amministrazione comunale insieme ai vertici dell’azienda per trovare soluzioni ai problemi legati alla presenza in una zona residenziale delle Fonderie cooperative si sta dimostrando quella giusta. Senza grandi proclami ma in maniera efficace - spiega - è stato firmato uno specifico protocollo con l’impresa che elenca gli elementi che come Pd avevamo sottolineato come prioritari: la riqualificazione ambientale, la rigenerazione urbanistica dell’area con cessazione dell’attività entro il 2022, la delocalizzazione in un sito comunale più distante da aree densamente urbanizzate, ma comunque entro l’ambito cittadino, e naturalmente la difesa dei posti di lavoro. Nel frattempo - conclude Fanti - è entrato a regime da oltre un paio di settimane l’impianto sperimentale con iniezione di carboni attivi per mitigare le emissioni odorigene: forse è ancora presto per tirare conclusioni, ma almeno al momento possiamo confermare che la situazione nella zona attorno all’azienda è decisamente migliorata». Risultati confermati anche dal Comune, che parla di «abbattimento di circa il 50% delle sostanze odorigene complessive e riduzione dei Cot (Carbonio organico totale) in uscita dal punto di emissione E27». (l.g.)

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