Sei percorsi di assistenza dopo il ricovero
Presentato il progetto di Ausl e Unione Terre d’Argine. Bellelli: «Non lasceremo indietro nessuno»
Una popolazione che invecchia e che fatica ancor più nei momenti in cui si presenta un ricovero ospedaliero improvviso, che modifica l’autosufficienza del paziente e cui fanno seguito le dimissioni: il ritorno a casa non sempre coincide con un respiro di sollievo. Ecco, allora, che Ausl, Unione Terre d’Argine e Asp Terre d’Argine hanno approntato sei percorsi per rispondere in modo efficace ai differenti bisogni dei più vulnerabili, nel momento in cui si instaura una condizione di non autosufficienza o un aggravamento della fragilità tale da compromettere l’equilibrio famigliare. «Quando cambiano le condizioni di salute di un anziano, la famiglia deve riorganizzarsi e trovare soluzioni - ha affermato ieri, nel corso della conferenza di presentazione del progetto l'assessore a Sociale e Sanità dell’Unione delle Terre d’Argine, Alberto Bellelli - In questo modo, diamo loro il tempo di assestarsi e di prendere le loro decisioni con maggiore serenità. Non lasceremo indietro nessuno».
I sei percorsi - finanziati con le risorse del Fondo per la non autosufficienza - sono il frutto della riorganizzazione dei percorsi di integrazione socio-sanitaria sul distretto di Carpi: soluzioni personalizzate, attivabili in tempi rapidi sia a seguito delle dimissioni protette sia direttamente dal domicilio. Equità e tempestività, le parole d'ordine delle proposte, che spaziano dal sostegno ai caregiver attraverso l’invio gratuito per un mese di un Oss (Operatore Socio-Sanitario) al domicilio per le necessità igieniche; all’accesso rapido e temporaneo in centro diurno per un periodo fino a due mesi (il primo gratuito) per il paziente che necessiti di supervisione; fino ai ricoveri temporanei per motivi sociali o per consentire il recupero delle capacità motorie e funzionali (a seguito, ad esempio, di fratture o ictus). Un’attenzione speciale è dedicata alle persone affette da demenza con disturbi del comportamento non gestibili al domicilio, cui viene offerto l’inserimento temporaneo nei Nuclei Alzheimer. Fondamentali sono poi le strutture residenziali e assistenziali presenti sul territorio, organizzate in un modello integrato socio-sanitario che ha il suo baricentro nel Punto Unico di Accesso Socio-Sanitario (Puass), i cui operatori valutano i casi, soprattutto in ospedale, e assicurano la presa in carico globale e tempestiva attraverso un progetto individualizzato. Il progetto è operativo da un mese in una fase sperimentale che terminerà a fine 2018, per poi diventare continuativo. Sono già 38 le persone che ne hanno usufruito: 21 usufruiscono dell'aiuto di un Oss, 5 frequentano i centri diurni, 8 hanno avuto accesso al percorso riabilitativo, 4 sono ricoverati.
Valeria Cammarota
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