Giovanardi: tre donne per la sua eredità politica
Il senatore ha fatto da padrino alla presentazione di Roccella, Diegoli e Fiorini «Il Pd? A Modena assistiamo a una vera e propria overdose di paracadutati»
Oggi non fa più l’attaccante, ma l’allenatore sì, anche perché «dopo tanti anni bisogna saper cambiare ruolo». Anche dalla panchina, però, continua a tirare in porta: «Il problema è che a Modena se si candida Gesù Cristo da una parte e dall’altra Barabba, ma con l’appoggio del Pd, a passare è comunque Barabba...». La metafora è del senatore uscente Carlo Giovanardi, che alle politiche del 4 marzo non sarà in campo direttamente, ma sosterrà la “quarta gamba” del centrodestra, ovvero la lista “Noi con l’Italia-Udc”. Lista che ieri ha presentato a Modena la capolista nel proporzionale per la Camera Eugenia Roccella e la finalese Antonella Diegoli, terza nel listino, insieme alla candidata della coalizione di centrodestra nel collegio uninominale di Sassuolo Benedetta Fiorini. Ma il nemico dell’“allenatore” Giovanardi resta sempre il Pd, che a Modena deve fare i conti con diversi candidati “paracadutati” da Roma: «Che ci siano dei candidati nazionali ci sta - commenta il senatore - io stesso sono stato candidato a Lecco. Il problema qui è l’“overdose”, perché il Pd modenese si troverà a dover votare contemporaneamente la Lorenzin, la Fedeli, Fassino e De Vincenti…». Il problema, secondo l’onorevole Roccella, è «come vengono considerati gli elettori del Pd, che devono votare qualsiasi cosa si proponga loro, trovandosi nell’inedita situazione di dover sostenere Casini contro Errani». Passando ai temi forti della lista di centrodestra, la capolista alla Camera spiega che «al centro c’è la famiglia, che in Italia e in Emilia è stata dimenticata: negli ultimi dieci anni, in questa regione ci sono state 7500 nascite in meno. Tutto questo mentre il centrosinistra propone di aumentare i servizi, che senza dubbio sono importanti, ma se non c’è un’adeguata politica della famiglia, aumentare gli asili non basta». «La famiglia va rimessa al centro - incalza Antonella Diegoli, presidente regionale del Movimento per la vita e maestra a Finale - anche perché solo così possiamo ricostruire il tessuto sociale». Pronta alla sfida delle elezioni politiche anche Benedetta Fiorini, 41enne reggiana da sempre legata a Sassuolo: «Ho sempre frequentato il Distretto - spiega - e conosco bene le problematiche delle piccole e grandi aziende, per le quali abbiamo in mente una svolta fiscale attraverso la flat-tax. Certo, il 4 marzo dovrò sfidare il ministro De Vincenti, ma la cosa non mi intimorisce, anche perché rispetto a lui ho un vantaggio: io resterò qui anche dopo il voto. Per questo, metterò in campo tutte le competenze che ho acquisito in questi anni, a partire da quelle di ex collaboratore del ministero della Difesa: per noi la sicurezza è fondamentale, e passa necessariamente per una gestione dell’accoglienza più rispettosa delle leggi».
Luca Gardinale
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