Gazzetta di Modena

Modena

Ospedale Baggiovara Si blocca una paratia: allagati i sotterranei

di Saverio Cioce
Ospedale Baggiovara Si blocca una paratia: allagati i sotterranei

Sin dal mattino decine di uomini al lavoro con le idrovore per svuotare i corridoi che portano ai magazzini e ai depositi 

3 MINUTI DI LETTURA





Più di mezzo metro d’acqua nei sotterranei dell’ospedale di Baggiovara hanno messo a dura prova ieri mattina il pronto intervento delle emergenze.

La prima ipotesi, e che come tale è stata presentata, senza altre certezze, è stata quella di un probabile sversamento da un vicino canale per effetto delle piogge abbondanti. Ma con il passare delle ore si è capito che con i canali asciutti o quasi nelle vicinanze la radice del problema doveva essere altrove. A metà pomeriggio la soluzione con il ritrovamento della paratìa bloccata che impediva il deflusso dell’acqua dalla vasca d’accumulo.

Così quella che doveva essere la soluzione per le grandi piogge è diventata in realtà un problema.

Il fatto è che per un chilometro e passa di sotterranei, quelli riservati ai passaggi pedonali dei tecnici che vanno sottoterra dove ci sono magazzini e macchinari, si è riversata una quantità d’acqua mai vista prima mentre tutt’intorno, non c’era traccia di allagamento.

Nei campi, nei parcheggi e nei piazzali asfaltati attorno all’ospedale non c’erano perdite dalle condutture nè travasi d’acqua in corso dalla rete scolante dei canali e dei fossati attorno al gigantesco edificio.

Eppure per tutta la mattina, nonostante a metà giornata fossero otto le pompe montate in vari punti per forzare il deflusso dell’acqua e deviarla nelle condutture, il livello non accennava a scendere. E dire che sin dalle 7 del mattino era al lavoro il primo mezzo chiamato a risolvere la situazione, un moderno camion-cisterna usato per gli spurghi, con un potente apparato di aspirazione, in grado di pompare decine di metri cubi all’ora.

Niente da fare, il problema è rimasto inalterato costringendo i tecnici ad aumentare, ora dopo ora, il numero del personale impegnato nell’opera di svuotamento. Anche se nessuna delle attività ospedaliere è stata interrotta e all’interno dell’ospedale non ci sono state conseguenze, almeno sopra il piano terra, il viavai del personale di emergenza è stato massiccio.

«Non ci sono stati problemi all'assistenza sanitaria, alle tecnologie e agli impianti - ha precisato nel primo pomeriggio una nota dell’Azienda ospedaliero universitaria - L'ospedale non ha mai smesso di funzionare e l'acqua non è mai arrivata a lambire le zone dove transitano pazienti, personale e visitatori».

Verso mezzogiorno c’erano al lavoro in simultanea le squadre dei pompieri e quelle della protezione civile e gli addetti allo spurgo: più di una ventina di persone. Dal conto loro tecnici, anche del consorzio di bonifica, percorrevano le campagne vicine seguendo l’ipotesi di uno sversamento da un canale di superficie.

Chi dirigeva le operazioni ha preferito non fare commenti mentre tutt’intorno si moltiplicava l’arrivo di camion e furgoni con le motopompe e le tubature. Uno scenario surreale, tra la calma delle retrovie dell’ospedale e i campi appena imbiancati a fronte di una mobilitazione simile a quella di un’alluvione.

Ma l’acqua da dove arrivava? È questo il mistero che è rimasto sino a sera mentre la fuoriuscita dell’acqua è stata così abbondante che a metà pomeriggio è stato interrotto l’accesso alle camere ardenti a fianco del Pronto Soccorso con l’acqua arrivata sino alle porte della struttura. Lo stesso per il traffico verso la rotatoria su via Giardini. Le onoranze funebri che si sono recate sul posto si sono viste rimandare indietro per raggiungere le camere dalla via Martiniana. A metà pomeriggio la soluzione del problema col buio le acque si sono ritirate.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google