Incendio a San Cesario, paura in una palazzina
San Cesario. Un corto circuito in una camera rende inagibile un appartamento su tre livelli. Anziana salva. Danni ingenti
SAN CESARIO. A fuoco un appartamento in via Emilio Alessandrini. Le fiamme si sono propagate dal primo piano della palazzina a tre livelli posta al civico 2. L’ipotesi più probabile è quella del cortocircuito. I vigili del fuoco hanno trovato una ciabatta elettrica bruciata tra le macerie del piano, reso inagibile dall’incendio, ma tutto l’appartamento è stato poi reso inagibile.
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Erano circa le 10 di ieri quando Elena Spinelli ha sentito che qualcosa non andava all’interno della casa in cui vive. «Stavo vedendo la messa in televisione quando ho visto fumo salire dal primo piano - ha raccontato la proprietaria, 78enne - e mi sono chiesta che cosa fosse. Ho aperto tutte le finestre, ho chiamato il mio vicino di casa chiedendogli di correre, ma già bruciava tutto». Elena è uscita velocemente di casa, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, chiamati in fretta. I pompieri sono arrivati con due autobotti da Vignola e un’autoscala da Modena. La figlia della residente era al parco Ferrari per una corsa domenicale quando ha visto sfrecciare una squadra in direzione di San Cesario. «Li ho ritrovati in casa di mia madre», ha detto la figlia. I vigili del fuoco per ore hanno faticato per spegnere le fiamme, propagatesi con forza in tutto il piano posto al centro dell’edificio, esteso circa 150 metri quadri. Il rogo ha raggiunto sia le finestre rivolte a sud verso corso Libertà sia quelle che si affacciano a nord verso via Guido Rossa. Le pareti esterne sono annerite, ma è la situazione all’interno la più grave. Il forte calore propagatosi nell’ambiente al primo piano ha bruciato la maggior parte degli oggetti, causando danni consistenti alle pareti e al soffitto, sopra il quale si trova una mansarda. Alcune parti del soffitto sono crollate. In base a un primo sopralluogo, l’ambiente non risulta agibile. Saranno necessari lavori perché Elena e i suoi familiari vi possano tornare.
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Domate le fiamme più alte, i pompieri hanno spento gli oggetti infiammati al primo piano e li hanno poi fatti scivolare all’esterno. Davanti all’ingresso a nord, un pompiere pazientemente li raffreddava ancora con un getto d’acqua da un tubo collegato a un’autobotte. La figlia di Elena ha spiegato che la stanza da cui si sono propagate le fiamme era quella da tempo adibita per gli ospiti. «C’erano vari oggetti di passioni, tra cui aerei e plastici», ha aggiunto la proprietaria, prima di rientrare al pianterreno con i parenti. In quel momento i vigili del fuoco erano ancora all’opera al piano superiore. Verso mezzogiorno è arrivato anche il figlio di Elena, non presente in casa al momento dell’incendio. L’ingresso da via Guido Rossa era già stato chiuso per permettere ai vigili del fuoco di lavorare al meglio. Le operazioni sono durate ancora a lungo, tanto che soltanto alle 13 i pompieri hanno potuto fare ritorno alle caserme.
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