Gazzetta di Modena

Modena

“Mister” , il sistema per individuare le strade pericolose

“Mister” , il sistema per individuare le strade pericolose

I dati grazie a un programma di indicazione georeferenziata Piacentini (Vittime strada): «Spero che abbia utilizzi pratici»

3 MINUTI DI LETTURA





Presieduta dal prefetto Maria Patrizia Paba, si è svolta una riunione dell’Osservatorio provinciale per la Sicurezza stradale (composto da polizia stradale, carabinieri, Provincia, polizia municipale, Motorizzazione Civile, Anas, Aci e dai presidenti delle associazioni “Vittime della Strada” e “Giovani Vittime della Strada”).

Nel corso dell’incontro un funzionario del Servizio statistico della Regione Emilia-Romagna, invitato apposta, ha illustrato il sistema “Mister”, un programma di raccolta e catalogazione e indicazione georeferenziata degli incidenti stradali avvenuti nel territorio regionale, realizzato in collaborazione con l’Istat e i ministeri competenti, che viene alimentato dalle forze di polizia nazionali e locali.

Questo sistema di raccolta dati consente una lettura ragionata dell’andamento degli incidenti sulle strade con possibilità di gestione ed elaborazione dei dati.

L’accreditamento al sistema, che sarà fornito quanto prima dalla Regione agli enti istituzionali partecipanti all’Osservatorio, permetterà di svolgere analisi e valutazioni circa il grado di rischio dei singoli tratti viari, allo scopo di modulare e indirizzare le azioni di vigilanza e controllo e, nel contempo, intervenire su eventuali aspetti strutturali, come l’illuminazione o il tracciato, per innalzare i profili di sicurezza.

L’Osservatorio ha anche concordato di sviluppare il tema della educazione stradale e del rispetto delle condotte di guida, soprattutto per scoraggiare l’impiego di telefoni, smartphone e tablet o apparecchi tecnologici, il cui uso risulta essere la causa principale di incidenti stradali. A questo riguardo l’obiettivo è quello di mettere a fattor comune le azioni in buona parte già svolte singolarmente da alcuni dei partecipanti al tavolo, per rendere omogenee e coordinate tali iniziative offrendo, inoltre alle autorità scolastiche iniziative per diffondere e trasmettere tra gli studenti, soprattutto di secondo grado, la cultura della sicurezza e dell’autoprotezione, sottolineando il rischio di conseguenze gravissime che possono causare comportamenti ritenuti apparentemente e superficialmente innocui.

«L’iniziativa di per sé è buona – commenta Franco Piacentini dell’associazione Vittime della strada - l’importante è che la raccolta dati non diventi un esercizio burocratico. Finora non c’era comunicazione tra prefetture e organi di polizia che intervengono sulle strade e il prefetto Paba ha scorto in questo sistema un’opportunità per conoscere meglio la situazione di pericolo di certe strade. Non posso che essere d’accordo. Però adesso bisogna prendersi carico del sistema dalla regione, istruire il personale, raccogliere i dati, elaborarli, vedere se hanno una qualche utilità pratica e poi mettere in pratica gli interventi di prevenzione per evitare gli incidenti nei punti cladi rilevati. In questo sistema si vede sicuramente la volontà di andare a un livello superiore nella conoscenza dei dati sugli incidenti. Bisogna vedere però se il tutto viene portato fino alle conseguenze pratiche, altrimenti finisce che qualcuno raccoglie dati per niente. Strade pericolose sulle quali intervenire ce ne sono sicuramente».

«L’unico problema che scorgo riguarda invece il rilevamento delle sanzioni per l’uso del cellulare durante la guida. Purtroppo gli istessi agenti dicono che è difficile rilevare l’infrazione. Anche il mancato utilizzo delle cinture e la guida in stato di ebrezza non sono così semplici da constatare e inserire ei verbali: l’Istat non li rileva più. Sicuramente bisogna fare qualcosa di più. Per i cellulari, se non si usa il bluetooth, l’unica soluzione è vendere auto già schermate per l’uso del cellulare normale».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google