Modena. Bimbi non vaccinati corsa agli ambulatori per rimanere a scuola
Procedono a pieno ritmo le somministrazioni dei richiami Già recuperati 2mila inadempienti, l’aumento è dell’86%
,MODENA. La campagna vaccinale sta portando frutti. Lo dimostrano i dati dell’Ausl sulle dosi somministrate. L’introduzione dell’obbligo per i giovani tra 6 e 16 anni ha portato al recupero di oltre 2mila inadempienti e quasi al raddoppio delle punture nel distretto di Modena. Lo scorso anno sono state eseguite a Modena 56.643 vaccinazioni, 26.186 in più delle 30.457 del 2016. L’incremento di circa l’86% si riflette a livello più ampio. Tra le aziende sanitarie della provincia, infatti, le dosi somministrate sono passate complessivamente dalle 106.325 del 2016 alle 149.525 del 2017, con un aumento di 43.200 punture pari a quasi il 41% in più.
Le prime cifre mostrerebbero così che l’attività di sensibilizzazione svolta a Modena è stata più efficace rispetto ad altri luoghi. Quanto abbia valso la sensibilizzazione e quanto invece l’obbligo di mettere in regola i propri figli entro il 10 marzo, termine ultimo per poter completare le vaccinazioni, non è possibile stabilirlo. I dati provvisori della Pediatria di Comunità quantifica però in 2.168 i minori recuperati. Sono coloro che al 7 giugno non erano adempienti e lo sono diventati fino al 31 dicembre 2017, data dell’ultimo aggiornamento disponibile. Il prossimo è atteso a giorni e potrebbe essere rilasciato dallo stesso governatore, Stefano Bonaccini.
Il presidente della Regione da anni è in prima linea sul tema, contribuendo all’inserimento dei nuovi vaccini nei livelli essenziali d’assistenza (Lea) e alla legge 119 sull’obbligo vaccinale fino ai 16 anni. Due risultati che hanno determinato polemiche, ma anche a cambio di rotte.
Secondo l’Ausl i nuovi adempienti rappresentano circa il 17% degli inadempienti originali. Dalla percentuale è possibile calcolare che fino allo scorso San Silvestro restavano così più di 10mila inadempienti, per uno o più vaccini, sul totale di quasi 13mila dello scorso anno. I dati Ausl evidenziano che sono stati recuperati 137 inadempienti tra i piccoli dei nidi (il 23% per gli irregolari quella fascia) e 461 tra i giovanissimi delle materne (circa il 24%).
Il segno più accompagna anche le vaccinazioni singole. L’incremento più rilevante riguarda il morbillo, somministrato con 1.811 dosi, spesso associate al vaccino contro la parotite e la rosolia.
Segnali di crescita giungono dalla prevenzione contro la pertosse (610 dosi in più), la difterite e il tetano (596 dosi in più). L’Ausl di Modena si è mossa con sedute vaccinali aggiuntive per gli inadempienti, sia parziali sia totale. L’azienda sanitaria locale mette a disposizione anche colloqui informativi con le famiglie che non si presentano alle vaccinazioni.
Sono oltre settecento gli incontri effettuati nel 2017 e la stima per l’anno in corso è di raggiungere quattro volte quella cifra (2.800). Un ultimo aspetto riguarda l’obbligo vaccinale paventato dalla Regione per i medici e gli infermieri che lavorano in reparti a rischio, pena trasferimenti o demansionamenti. Proseguono le trattative sindacali. (g.f.)
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