Castelfrigo, blocco dei camion e alta tensione
Castelnuovo. Cinque assunzioni scatenano gli scioperanti. Cgil e Regione: «Clima sociale incandescente»
CASTELNUOVO. Ormai è deciso: dopo 113 giorni di protesta gli ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo hanno deciso di bloccare i camion che entreranno e usciranno dall’azienda. A causare il cambio di rotta, l’ultimo fatto accaduto ieri mattina quando cinque ex soci-lavoratori, i cui contratti erano già scaduti quando è iniziata la vertenza e che dunque non fanno parte dei lavoratori in sciopero, sono stati visti entrare in Castelfrigo per prestare servizio.
«Una decisione inaccettabile - ha tuonato la Flai Cgil -, a sfregio delle istituzioni e delle associazioni che hanno cercato in tutti i modi di dare una risposta ai lavoratori in sciopero».
Proprio per questo motivo ieri pomeriggio è stata convocata un’assemblea straordinaria proprio nel piazzale di via Allende dove dal 19 dicembre è presente un presidio permanente. «Adesso è cambiato tutto - hanno detto i lavoratori - Da questo momento in poi non siamo più disposti ad accettare quanto sta accadendo». Sono stati proprio loro, i lavoratori, a decidere insieme ai sindacalisti della Flai Cgil la nuova modalità di lotta sindacale che consiste, appunto, nel blocco ad oltranza dei camion. I lavoratori che sono stati assunti sono, al momento, cinque: tre srilankesi, un albanese e un marocchino. Ma le voci che circolano nel piazzale parlano di altre assunzioni previste per i prossimi giorni.
«La Castelfrigo ha deciso di provocare lo scontro sociale totale calpestando clamorosamente l’intesa convenuta in Regione il 29 dicembre -ha proseguito la Flai Cgil - La scelta dell’azienda è ancora più grave dopo la decisione della Commissione Antimafia di aprire un’inchiesta per far luce su quanto il sindacato, la Cgil, unitamente ai lavoratori in sciopero, da anni sta denunciando. È evidente che l’azienda “gioca” a provocare per produrre ulteriore tensione sociale, magari con l’obiettivo di mettere a rischio l’ordine pubblico, per giustificare comportamenti arroganti, in alcuni casi intimidatori, per continuare ad operare impunemente con le modalità che hanno portato agli scioperi e all’intervento della Prefettura».
Anche la Regione si è pronunciata, chiedendo alla Castelfrigo di non fomentare le tensioni già esistenti. «È necessario che non si pongano discriminazioni nei confronti dei lavoratori anzi, come prevede l’accordo del 29 dicembre, si devono prioritariamente riassorbire coloro che fino a poche settimane fa avevano svolto quelle mansioni che oggi l’azienda vuole incrementare. Agire fuori da questo schema significherebbe assumersi la grave responsabilità del rischio di degenerazione del clima sociale», hanno dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi e l’assessore alla legalità Massimo Mezzetti.
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