Cgil: «Mai più licenziamenti per inidoneità»
Il sindacato Cgil ha diffuso ieri una nota, firmata da Erminio Veronesi della segreteria Cgil Modena e Anna Maria Righi del Dipartimento salute e sicurezza della stessa sigla sindacale, in cui si...
Il sindacato Cgil ha diffuso ieri una nota, firmata da Erminio Veronesi della segreteria Cgil Modena e Anna Maria Righi del Dipartimento salute e sicurezza della stessa sigla sindacale, in cui si tratta l’argomento degli infortuni sul lavoro.
«Forse non tutti sanno - dice la nota - che se non si è più idonei a svolgere una mansione dopo un infortunio, è possibile chiedere all’azienda interventi di adeguamento per continuare a lavorare. E che un licenziamento per inidoneità alla mansione è illegittimo se prima il datore di lavoro non ha tentato l’adeguamento del posto di lavoro per renderlo compatibile con le ridotte capacità lavorative. I lavoratori che, dopo aver riportato lesioni fisiche importanti a seguito di infortunio o malattia professionale, una volta rientrati nel posto di lavoro non sono più in grado di svolgere l’attività lavorativa, devono sapere che esistono importanti strumenti a loro tutela messi a disposizione dall’Inail».
«La Legge di Stabilità 2014 - continua Cgil - ha, infatti, assegnato all’Inail competenze in tema di reinserimento lavorativo imponendo all’istituto di destinare quote economiche del suo bilancio per questa finalità. A partire dal 1° gennaio 2017 l’Inail eroga perciò all’azienda, per ogni lavoratore infortunato o tecno-patico (affetto da malattia causata da attività lavorativa), importi sino a 150.000 euro finalizzati ad adattare sia la postazione che l’ambiente di lavoro per consentirne il reinserimento lavorativo. Modena è stata una delle prime province in cui ci si è attivati in tal senso. Con queste misure siamo di fronte a una novità rilevante: da qui in poi i datori di lavoro difficilmente potranno ancora invocare la non idoneità di un lavoratore infortunato tecno-patico, come causa di licenziamento».
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