Modena, i presidi di Corni e Cattaneo: «Scuole off limits per le droghe»
I dirigenti dei due istituti: «Nessuno scandalo: è un modo per fissare delle regole invalicabili»
MODENA. «I controlli delle forze di polizia con i cani antidroga non sono uno scandalo nè un’eccezione. Io stesso ho segnalato l’esigenza di un’opera di prevenzione a scuola e ringrazio gli agenti per aver operato con la consueta professionalità. Ce ne saranno altre? Me lo auguro, non cerchiamo colpevoli a ogni costo ma vogliamo far capire che ci teniamo alla salute dei ragazzi; oltre alle esortazioni sono utili le attenzioni. Cioè concretezza e dialogo con gli adolescenti».
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Il preside Alberto De Mizio non ha dubbi sull’utilità delle verifiche fra i banchi di scuola.
A pochi giorni di distanza dalle massicce operazioni di polizia e carabinieri che a Modena e provincia hanno ispezionato alcuni istituti superiori spiega le ragioni che lo hanno spinto, anche in passato.
A parte la scrollata di spalle di qualche studente scettico, le perplessità di pochi docenti e genitori sull’efficacia della prevenzione, la maggioranza approva la scelta di effettuare le ispezioni utilizzando cani addestrati a fiutare gli stupefacenti. Pochi giorni fa, nel corso dell’ispezione al Cattaneo-Deledda gli agenti hanno trovato un grammo di marijuana attaccato con il nastro adesivo dietro a uno scopino, nei bagni. «Molto rumore per nulla» ha ironizzato qualche studente, ma il preside è dell’opinione opposta.
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«Anche per i controlli su strada si tira fuori la patente e il libretto, dov’è il problema? Le regole valgono per chi va in motorino come in auto e lo stesso vale a scuola - sottolinea De Mizio - È chiaro che non c’è la caccia alle streghe ma se si trova hashish o marijuana si sequestra. Gli insegnanti non possono certo trasformarsi in agenti di polizia. Mi auguro che tornino ancora quando lo riterranno opportuno. Per quanto ci riguarda pensavamo che quest’anno, in presenza di un andamento più tranquillo rispetto agli anni passati, non ci fossero infiltrazioni. In passato invece c’erano studenti particolarmente turbolenti o menefreghisti che probabilmente facevano uso di stupefacenti. Noi non abbassiamo la guardia».
Dello stesso tenore il parere della preside dell’istituto tecnico Corni di largo Aldo Moro: anche qui l’istituto è stato controllato e sono state trovate bustine di hashish tra i termosifoni oltre che sotto una mattonella sconnessa, dov’era stato ricavato un buco nel cemento per nascondere un piccolo involucro.
«Per i ragazzi quei controlli con i canti antidroga non sono stati un trauma ma un elemento di sicurezza - spiega concisa la professoressa Francesca Romana Giuliani, a capo dell’istituto Corni - Per i genitori rappresentano una certezza, quella per cui noi continuiamo a tenere gli occhi aperti per evitare che ci sia chi viene a vendere droga liberamente. Certo, c’è qualche problema logistico tra cortile e atrio, sono spazi molto grandi e gli studenti sono tanti, magari ci sono anche quelli di altre scuole o che hanno appena finito il ciclo di studi da noi. L’importante è che i controlli vengano fatti in tutti gli istituti e non solo in alcuni».
L’esigenza di una turnazione dei controlli, che preveda ispezioni in tutti gli istituti superiori, è stata espressa dai presidi a più voci nelle sedi istituzionali. L’obbiettivo? Evitare di criminalizzare gli istituti tecnici anche se sono quelli oggettivamente più difficili da gestire visto l’alto numero di studenti.
La rotazione permetterebbe poi di far diventare veramente fisiologica la presenza degli uomini in divisa, riducendo le tentazioni per i piccoli spacciatori che si fanno un vanto delle consegne a domicilio. Certo, le scuole non sono certo il luogo preferito per lo spaccio, tutt’altro. Ma il segnale forte che il mondo dell’istruzione vuole dare è proprio quello di dichiarare le scuole off limits per il commercio di spinelli e simili.
Un obbiettivo impossibile? La scuola è anche questo, l’idea di una convivenza possibile che parte dall’educazione quotidiana. Così se nei vicini piazzali del parco Novi Sad piuttosto che alla Stazione Autocorriere c’è sempre chi offre le dosi proibite, ecco che le aule in ordine possono essere una buona occasione per tirare una linea rossa, ben visibile, tra ciò che è lecito e quello che non lo è.
Poi c’è il problema delle unità cinofile (che non sono a Modena) e delle decine di uomini in divisa da mobilitare per ogni maxi-controllo, indispensabili per evitare che le dosi vengano buttate dalle finestre.
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